OGM. Parlamento Ue, sì al logo europeo per bio, mai ogm oltre 0,1%

BRUXELLES. Un logo comunitario obbligatorio per i prodotti bio e l’impossibilità di utilizzare la denominazione bio nel caso di contaminazione accidentale da parte di ogm per una soglia che superi lo 0,1%. E’ questo il risultato del voto oggi della plenaria del Parlamento europeo che ha approvato con 324 voti contro 282 e 50 astensioni l’emendamento che chiede di imporre la ‘tolleranza zero’ per l’eventuale contaminazione da organismi geneticamente modificati negli alimenti biologici.

In pratica la presenza di materiale transgenico al di là dello 0,1% (corrispondente allo ‘zero tecnico’) in un prodotto alimentare provocherà la perdita dell’indicazione "prodotto da agricoltura biologica" in etichetta. L’alimento in questione, tuttavia, non dovrà riportare nell’etichetta l’indicazione "contiene Ogm" fino che la presenza di materiale transgenico non supera la soglia dello 0,9%, che si applica ai cibi ‘convenzionali’.

Il voto dell’Europarlamento ha visto un’inedita alleanza dei gruppi Pse, Gue (sinistra unitaria europea), Adle (liberaldemocratici) e Uen (destra moderata, comprendente An) contro il Ppe e la maggioranza dei Verdi, che erano favorevoli alla proposta della Commissione europea di stabilire per il biologico la stessa soglia di tolleranza dello 0,9% per gli Ogm che si applica dal 2004 agli alimenti ‘convenzionali’.

Il rapporto del Parlamento europeo sulla proposta di revisione del regolamento per il settore biologico, adottato oggi dalla Plenaria, non sarà però ancora inviato al Consiglio dei Ministri dell’Ue: la relatrice, la verde francese Marie-Hélène Aubert, ha chiesto e ottenuto il rinvio in commissione europarlamentare Agricoltura, per rinegoziare con la Commissione europea la procedura decisionale da applicare. L’Assemblea, con una larghissima maggioranza di 585 voti, ha infatto chiesto che sia modificata la base giuridica della proposta legislativa, passando dalla semplice consultazione dell’Europarlamento alla procedura di ‘codecisione’, in cui gli eurodeputati hanno potere di veto.

Per Legambiente, il voto di oggi è stata "una scelta sensata a tutela del biologico che condividiamo pienamente". Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente avverte, comunque, che "la partita non è ancora chiusa, visto che l’ultima parola spetta al Consiglio dei ministri europei dell’agricoltura".

Con un chiaro riferimento ai negoziati in corso in Consiglio Ue, dove l’Italia con altri paesi membri (Grecia, Austria, Ungheria e Belgio) sta cercando di costruire una ‘minoranza di blocco’ contro la proposta della Commissione europea di fissare la soglia di tolleranza allo 0,9%, la stessa in vigore per l’agricoltura ‘convenzionale’, Ferrante ha chiesto che "questa soglia di contaminazione accidentale venga difesa in tutte le sedi e che non sia merce di scambio".

Per l’europarlamentare Enzo Lavarra (PSE) della commissione Agricoltura del Parlamento europeo "il voto espresso oggi è un risultato rilevantissimo" che "rafforza il sistema di etichettatura dei prodotti biologici e richiede garanzie più rigide per l’importazione di biologico da paesi terzi".E’ inoltre " positivo – ha aggiunto- il voto sul rinvio della relazione in commissione parlamentare che invoca la doppia base giuridica per consentire la codecisione da parte del Parlamento europeo.

 

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