OGM. Per oltre 20 società scientifiche italiane la coesistenza è possibile. Reazione di Legambiente

La coesistenza in Italia tra colture tradizionali, biologiche e geneticamente modificate è possibile. Lo afferma il Consensus Document siglato ieri da 21 Accademie e Società scientifiche italiane e presentato dalla Sitox, Società Italiana di Tossicologia. Nel documento si precisa che "La ricerca in campo e i modelli statistici indicano che nel caso del mais, una distanza adeguata (di 25 – 40 metri) tra campi di mais geneticamente modificato e convenzionale è sufficiente al fine di mantenere il livello di impollinazione incrociata sotto la soglia dello 0,9% sancita dalla Ue ai fini della dichiarazione "non-OGM".

"Abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione sul tema della coesistenza per offrire ai cittadini, agli agricoltori e ai legislatori uno strumento utile in vista della definizione di regole e modalità di coesistenza tra le colture tradizionali, biologiche e quelle geneticamente modificate" – ha affermato il Professor Giorgio Cantelli Forti, Presidente della Sitox, presentando il Consensus Document in conferenza stampa a Roma. "Il documento raccoglie la normativa e le informazioni scientifiche disponibili pubblicate a livello nazionale e internazionale, puntando a verificare lo stato dell’arte e a ricavare indirizzi opportuni sul tema della coesistenza".

Ironizza Legambiente che afferma: "La coesistenza è possibile? Certo che è possibile. Lo dimostra il fatto che la Sitox "coesiste" con le multinazionali del farmaco, i cui rappresentanti fanno parte del suo consiglio direttivo, e che tra i suoi partner annovera anche i giganti del biotech".

"Questo manifesto pro-ogm – ha spiegato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – dimostra che il problema della ricerca sulle biotecnologie in campo alimentare è serio, eccome. Non sorprende che l’industria degli ogm faccia propaganda ai suoi prodotti e cerchi in tute le occasioni di rassicurare i consumatori e i governi, ma certo che per salvaguardare al meglio la salute dei cittadini e quella dell’ambiente c’è la necessità in questo settore di una ricerca pubblica, indipendente, libera da condizionamenti".

 

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