OGM. Petizione di Greenpeace all’Ue: più trasparenza nelle etichettature degli alimenti

BRUXELLES – Il gruppo ambientalista Greenpeace ha presentato oggi al Commissario Ue alla Salute Markos Kyprianou una petizione firmata da un milione di cittadini europei che chiedono etichette trasparenti su alimenti, come latte, carne e uova, che permettano di sapere se provengono da animali che son stati alimentati con organismi geneticamente modificati (ogm).

"Attraverso questa petizione -ha spiegato Marco Contiero, responsabile Greenpeace Europa per la campagna ogm- chiediamo che vengano etichettati tutti i prodotti di origine animale che son stati prodotti da animali nutriti con organismi geneticamente modificati. Chiediamo che il Commissario si faccia carico di questo messaggio e che faccia in modo che la Commissione europea proponga una legislazione che imponga alle compagnie di etichettare trasparenti e complete".

Secondo i dati del gruppo ambientalista, la dieta di un animale europeo è costituita per almeno il 30% di ogm, soprattutto mais e soia. Il che equivale a 20 milioni di tonnellate di organismi geneticamente modificati che entrano ogni anno nel mercato europeo senza che i consumatori ne siano consapevole. Nell’attuale legislazione comunitaria, spiega Greenpeace, c’è grosso vuoto. L’indicazione specifica è prevista solo per i prodotti alimentari che contengono lo 0,9% di ogm. I prodotti ottenuti da animali nutriti con ogm invece non devono riportare alcuna indicazione.

"Vogliamo che il diritto fondamentale all’informazione venga messo in pratica, che si chiuda questo vuoto legislativo – ha spiegato ancora Contiero- e che la Commissione permetta ai cittadini di entrare in un supermercato e di sapere se le uova o della carne provengono da un animale alimentato con ogm".

Il commissario si impegnato a "valutare se esistono basi scientifiche che possano giustificare un’azione legislativa" e ha accolto con favore l’iniziativa di Greenpeace. "Se un milione di persone chiedono questo, la Commissione deve seriamente tenerne conto", ha concluso.

Le firme sono state raccolte tra il maggio 2005 e il dicembre 2006 in 21 Paesi Ue. Un milione di cittadini è il numero minimo per la presentazione di una petizione alla Commissione europea, che è l’organismo che detiene il potere di iniziativa legislativa nell’Unione europea.

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