OGM. Regione Toscana e Legambiente a Vienna per la battaglia

Quale spazio potranno trovare nell’agricoltura europea gli organismi geneticamente modificati? In che modo sarà possibile attuare la cosiddetta coesistenza con i prodotti tradizionali e biologici? A grandi questioni come queste si incaricherà di rispondere il congresso "La libertà di scelta", organizzato per oggi e domani a Vienna dalla presidenza austriaca della Ue e dalla Commissione europea. La Toscana sarà fra i protagonsti dell’appuntamento: la nostra Regione è infatti una delle più attive nella battaglia contro le colture transgeniche ed è capofila, insieme all’Alta Austria, di una rete di 40 Regioni europee Ogm free.

Sarà l’assessore regionale all’agricoltura a presentare nella sua relazione ufficiale (in programma domani pomeriggio alle 15) la posizione condivisa dalla Toscana e dalle altre Regioni aderenti alla rete, e che ha come presupposto quello di far sì che le aziende e le aree che non vogliono utilizzare gli Ogm non debbano essere vittima di inquinamenti. E’ il caso della Toscana, per esempio, dove la dimensione delle aziende (6 ettari di media) e le caratteristiche dei territori rendono estremamente difficile la coltivazione di Ogm se non sottoponendo le aziende a rischi elevatissimi di contaminazione. Di qui la posizione espressa in più occasioni dalla rete delle Regioni Ogm-free: il livello cui applicare le norme di coesistenza non deve essere quello aziendale (come prevede una raccomandazione della Commissione europea) ma quello regionale. E questo sarà certamente il punto al centro del dibattito per la Toscana. Ma l’assise di Vienna servirà anche a fare il punto su studi e ricerche relativi agli Ogm: a oggi si conosce ancora molto poco il loro reale impatto sulla salute e sull’ambiente.

Anche Legambiente partecipa alla manifestazione che si terrà nel capoluogo austriaco: "A Vienna – spiega Ferrante – si stanno incontrando gli esperti della Commissione europea, dei governi nazionali, delle regioni, delle organizzazioni agricole e dell’industria biotech per dibattere come regolamentare la coesistenza. Ma il disegno della Commissione è chiaro: non c’è la volontà di pianificare una normativa comunitaria al contrario di quanto hanno chiesto in molti. Le ragioni dei manifestanti sono infatti state accolte dalla presidenza austriaca, così come ha confermato il ministro dell’ambiente e agricoltura, Proll. Il governo italiano si schieri al suo fianco per garantire il diritto degli europei a un’agricoltura di qualità che oggi rappresenta un patrimonio inestimabile".

 

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