OGM. Rischio contaminazione Parmigiano Reggiano, Codici chiede intervento a De Castro

Secondo l’allarme lanciato da Greenpeace, le mucche mangiano ogni giorno soia OGM, portando sulle tavole italiane parmigiano a rischio denominazione DOP. In difesa di quello che è considerato uno dei più grandi prodotti italiani, l’associazione CODICI ribadisce quindi il proprio "no" agli OGM. "Ci chiediamo – afferma il segretario nazionale dell’associazion, Ivano Giacomelli – per quale motivo vengano continuamente importanti prodotti dall’estero che mettono a repentaglio la sicurezza dei prodotti nostrani. Eppure è risaputo come nel settore alimentare gli Stati Uniti, per esempio, abbiano leggi meno restrittive; inoltre, anche quando vengono importati i no OGM, il rischio della contaminazione è sempre in agguato".

CODICI ricorda che il nucleo antifrodi dei carabinieri di Parma, nell’ambito della tutela del marchio di qualità Dop (Denominazione d’origine protetta), ha sequestrato 283 kg di Parmigiano Reggiano prodotto nel 2005 e riportante invece la falsa dicitura "stagionato 24 mesi", per un valore stimato di 7.300 euro circa. Inoltre, ricorda ancora l’associazione, quasi nove volte su dieci negli Stati Uniti sulle tavole delle case, dei ristoranti o delle pizzerie si trovano falsi Parmigiano reggiano e Grana Padano che, a detta della Coldiretti, tolgono spazio alle esportazioni dei prodotti originali.

Pertanto, CODICI chiede al Ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, di intervenire affinché per la produzione di prodotti DOP siano utilizzati "no OGM" provenienti esclusivamente dalla Comunità Europea o di utilizzare prodotti nostrani, come i semi di pisello e l’erba medica.

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