OGM. Riso USA contaminato: ambientalisti, consumatori e agricoltori: chiedono bando importazioni

Bando totale delle importazioni di riso dagli Stati Uniti. E’ la richiesta di ambientalisti, consumatori e agricoltori a seguito dell’indagine della Commissione Europea sul possibile arrivo nel mercato europeo di una partita di riso contaminato dagli Stati Uniti.

L’allarme era stato lanciato dalla Bayer CropScience, società agroalimentare del gruppo Bayer che aveva dichiarato di aver trovato tracce di riso geneticamente modificato in alcuni campioni prelevati da riso a grani lunghi commerciali. "Il riso – ha dichiarato Jeremy Tager di Greenpeace – è uno dei più importanti alimenti consumati nel pianeta e la contaminazione delle partite da parte della Bayer deve essere fermata. Il Giappone ha già annunciato il bando delle importazioni di riso basmati dagli Usa".

Greenpeace invita inoltre le "Autorità dei paesi importatori di riso a condurre un’indagine sulla contaminazione causata dalla Bayer ed anche ad accertare se altre varietà di riso testate dalla Bayer siano state contaminate lungo la filiera o meno".

Legambiente si associa alla richiesta di Greenpeace e di Coldiretti in merito alla partita di riso geneticamente modificato, prodotta negli Usa dalla Bayer CropScience, che potrebbe aver raggiunto i mercati europei. "Finché non si avranno informazioni certe sui termini della vicenda – dice Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – la tutela dei consumatori va garantita, anzi messa al primo posto. Questo riso gm è un prodotto sperimentale la cui vendita non è mai stata autorizzata. Una rigorosa politica di controllo è più che mai necessaria".

Beppe Riccardi del Movimento Consumatori ricorda la priorità del principio di precauzione che "Dovrebbe valere anche per altri prodotti che provengono da paesi che non fanno parte dell’Unione Europea. In Europa va ricordato anche che vi è sempre la legge che impone in tutti i prodotti alimentari la dichiarazione in etichetta se vi è una quantità superiore di OGM dello 0,9 % in produzioni autorizzate e dello 0,5 % in quelle non autorizzate (ed il riso non è autorizzato).
Il problema principale in questi casi è quello dei controlli, non abbiamo la garanzia che se ne facciano abbastanza, del resto non abbiamo quasi mai visto un’etichetta che dichiara la presenza di OGM in un prodotto, ma è quasi sicuro che mais e soia siano ormai nella maggior parte dei casi modificati geneticamente".

Reazioni anche dal mondo degli agricoltori. "Per evitare di produrre danni irreparabili all’economia, all’ambiente e alla salute dei cittadini in attesa di risultati scientifici univoci bisogna – afferma Coldiretti – essere fermi nel rispetto del principio di precauzione e non ignorare il fatto che il 62 per cento dei cittadini europei e il 77 per cento di quelli italiani secondo il sondaggio Eurobarometro sono preoccupati della presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti. L’Italia con il primato europeo nella qualità alimentare è tra i paesi in Europa dove è più forte la preoccupazione nei confronti del biotech nel piatto (72 per cento) come conferma peraltro la grande adesione alla campagna "liberi da Ogm" sostenuta dalla Coldiretti che ha portato in breve tempo ben 2.355 comuni ad adottare delibere contrarie alla diffusione degli Ogm sul proprio territorio".

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