OGM. Riso contaminato in Europa. Consumatori, coltivatori e ambientalisti:”Stop alle importazioni”

Dopo la scoperta di riso Ogm illegale in prodotti cinesi venduti in Francia, Germania e Gran Bretagna, Movimento Consumatori (MC), Coldiretti e Greenpeace chiedono ai governi europei lo stop delle importazioni a rischio di contaminazione da organismi geneticamente modificati a scopo cautelativo, secondo il cosiddetto "principio di precauzione".

Secondo Beppe Riccardi dell’MC, "per salvaguardare la salute dei cittadini, è necessario bloccare l’importazione di riso a rischio, finché non venga garantita pienamente la sicurezza del prodotto". "Il principio di precauzione dovrebbe valere anche per altri prodotti che provengono da paesi che non fanno parte dell’Ue. In Europa – continua Riccardi – va ricordato anche che vi è sempre la legge che impone in tutti i prodotti alimentari la dichiarazione in etichetta se vi è una quantità superiore di Ogm dello 0,9 % in produzioni autorizzate e dello 0,5 % in quelle non autorizzate (e il riso non è autorizzato)".

Anche secondo la Coldiretti, è necessario, oltre che rafforzare il sistema dei controlli, estendere le misure di prevenzione adottate dall’Unione Europea nei confronti del riso statunitense prodotto dalla CropScience, divisione agrochimica di Bayer, nel quale sono state trovate tracce di proteine transgeniche non autorizzate. L’associazione sottolinea che, sulla base delle elaborazioni effettuate sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi cinque mesi dell’anno nel 2006, in Italia non risulta alcuna importazione di riso dalla Cina.

"La tolleranza zero nei controlli a livello comunitario e nazionale è – sottolineano i coltivatori – la risposta dovuta dall’Unione Europea alle attese dei cittadini comunitari che, secondo un recente sondaggio Eurobarometro nel 62% dei casi sono preoccupati della presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti. Una percentuale che sale al 77% per gli italiani". Secondo l’associazione, sono necessarie misure di trasparenza come l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per favorire i controlli, consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli, ma anche per valorizzare la produzione Made in Italy che è totalmente garantita per l’assenza di Ogm.

La scoperta di riso Ogm illegale in prodotti cinesi venduti in Europa ha preoccupato anche Greepeace che, sottolineando il rischio sanitario, chiede ai governi europei, Italia in testa, di prendere misure immediate per proteggere i consumatori, bloccando questo riso Ogm e prevenendo futuri ingressi di riso contaminato in Europa. Greenpeace e Friends of the Earth in Gran Bretagna, hanno testato prodotti confezionati contenenti riso come vermicelli, bastoncini e altri prodotti: in cinque casi è stato trovato riso transgenico illegale, mai approvato da nessuna autorità al mondo.

La Cia ribadisce che sugli organismi geneticamente modificati bisogna fare la massima chiarezza e trasparenza. Vanno posti punti fermi e irrinunciabili, si legge dalla nota, che sono la sicurezza alimentare e il principio di precauzione, la tutela dei consumatori e dei produttori agricoli, la salvaguardia e valorizzazione dell’agricoltura italiana diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle nostre variegate realtà rurali, la qualità e la difesa delle nostre sementi e colture produttive; certezze per gli agricoltori.

Nel rilevare che all’agricoltura italiana gli Ogm non servono, gli agricoltori si dichiarano fermamente convinti che di fronte a situazioni del genere è sempre più urgente la creazione di un’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Essa deve rappresentare un chiaro punto di riferimento per contrastare le emergenze e qualsiasi tipo di truffa e di sofisticazione a tavola, con il pieno rispetto della tracciabilità dei prodotti.

"Sono risultati allarmanti: i consumatori non possono essere trattati come cavie – dichiara la responsabile campagna Ogm di Greenpeace Federica Ferrario – Abbiamo scritto ai ministri competenti perché in Italia ed in Europa vengano adottate immediatamente tutte le misure necessarie per bloccare questa contaminazione: controlli, ritiri immediati e un sistema di monitoraggio per i Paesi ad alto rischio di contaminazione".

"L’EFSA, ricorda l’associazione ambientalista, sta attualmente valutando la richiesta della Bayer per l’importazione in Europa di un altro riso Ogm, il LLRICE62: "In assenza di dati certi, l’EFSA deve dare parere negativo per questo Ogm a tutela di consumatori e ambiente".

"Applicare subito il principio di precauzione". E’ la richiesta di Legambiente che torna ad appellarsi all’Ue, "È quanto mai urgente tutelare i consumatori. – dichiara Francesco Ferrante, direttore generale dell’associazione ambientalista- Solo inasprendo i controlli si può prevenire che queste quantità di ogm illegali attraversino indisturbati i confini europei. Una questione non da poco, – conclude il direttore – visto che solo due settimane fa era stato trovato sul nostro mercato una varietà di riso della Bayer non autorizzato".

Intanto la Commissione europea vuole fare chiarezza sulla messa in vendita di riso e di prodotti a base di riso in Europa e sui controlli alimentari per garantire che sono Ogm-free. Nell’Ue infatti non è autorizzata la vendita di riso transgenico. Bruxelles è apparsa particolarmente critica nei confronti degli operatori commerciali nel settore alimentare e venerdì scorso ha inviato una lettera per richiamarli a quelli che sono i loro obblighi in materia di vigilanza, soprattutto sull’eventuale presenza negli alimenti di organismi geneticamente modificati (Ogm) non autorizzati.

La settimana scorsa ll’esecutivo aveva già chiesto agli stati membri di rafforzare i controlli sulle importazioni di riso e prodotti a base di riso. Tutte le informazioni dovranno essere portate a conoscenza di Bruxelles e presentate ai rappresentanti dei ministeri della sanità dei 25 stati membri il prossimo 11 settembre, in occasione della riunione del Comitato europeo per la catena alimentare.

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