OGM. Roma, siglato il Manifesto “L’agroalimentare cuore strategico dello sviluppo”

"L’agroalimentare può e deve divenire il fattore di svolta dello sviluppo. Utilizzando a fondo le peculiarità originali delle nostre produzioni alimentari, e dunque esaltando le caratteristiche della genuinità, della tipicità e del legame inscindibile territorio-cultura-storia". E’ quanto ha dichiarato Mario Capanna, Presidente del Consiglio dei Diritti Genetici, presentando oggi a Roma Manifesto "L’agroalimentare cuore strategico dello sviluppo". Il documento è siglato da 18 organizzazioni rappresentanti il mondo scientifico, agricolo, della distribuzione, dell’industria e dei consumatori.

Chiaro il messaggio del Manifesto: gli Ogm incompatibili con la nostra agricoltura. Facendo leva con decisione sulle peculiarità originali della nostre produzioni agroalimentari – si legge nel documento – l’Italia è nelle condizioni non solo di crescere, ma anche di dare un contributo creativo, specifico e ineguagliabile, verso quella globalizzazione multipolare, multiculturale, multiproduttiva e democratica, che è necessaria al mondo, nel confronto fra le molteplici diversità compresenti e conviventi. Per questi motivi, la valorizzazione delle risorse endogene locali e dei rapporti che legano l’agricoltura alle altre componenti socio-economiche presenti sul territorio è l’unica alternativa possibile – la più moderna e innovativa – al modello di sviluppo uniformante di cui è portatrice l’attuale globalizzazione.

"Si apre così la strada della modernità produttiva – ha proseguito Capanna . basata sul nuovo patto sociale forte che lega agricoltori, consumatori, moderna distribuzione e piccole-medie imprese della traformazione. In questo cammino gli Ogm sono incompatibili, perché in primo luogo non economicamente convenienti. Il nuovo progetto di sviluppo, che il Manifesto indica, e l’ampio schieramento che lo condivide e sorregge, possono costituire un punto di riferimento perché l’intera Europa dia un contributo innovatore nell’ambito dei rapporti globali".

Gli Ogm – prosegue il Manifesto – sono infatti espressione di un modello di sviluppo fondato sull’appiattimento e sull’omologazione dell’agricoltura al servizio di logiche industriali, antitetico a quello necessario al nostro Paese, che ha bisogno non di cancellare, ma di esaltare le proprie peculiarità e, quindi, le caratteristiche di varietà che rendono il nostro sistema agroalimentare unico nel mondo.

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