OGM. Studio dimostra tossicità del mais MON863. Greenpeace chiede ritito dal mercato

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica "Archives of Environmental Contamination and Toxicology" il mais Ogm MON863, autorizzato dall'Ue al consumo umano, non è un prodotto sicuro. Dagli esperimenti condotti su alcune cavie, gli scienziati hanno infatti riscontrato segni di tossicità a carico di reni e fagato. L'associazione ambientalista Greenpeace interviene nella vicenda, chiedendo l'immediato ritiro dal mercato del prodotto ed invitando i governi nazionali a rivedere i metodi di valutazione per le autorizzazioni concesse agli Ogm.

 

Lo studio ha preso in considerazione i risultati dei test di sicurezza, sottoposti dalla società Monsanto alla Commissione europea, quando l'azienda ha chiesto il via libera per la commercializzazione del proprio mais Ogm MON863 sul mercato europeo. "E' la prima volta – sottolinea Greenpeace – che un prodotto transgenico, autorizzato per il consumo umano e animale, mostra segni di tossicità per gli organi interni". Attualmente il prodotto è presente sul mercato Ue, in Australia, Canada, Cina, Giappone, Messico, Filippine e Usa. I dati della ricerca, ottenuti da Greenpeace in seguito a una vicenda giudiziaria, e trasmessi, per una adeguata valutazione, ad un gruppo di scienziati indipendenti, sono stati presentati oggi dall'associazione. "Le analisi della Monsanto – dichiara il professor Gilles Eric Séralini, esperto governativo in ingegneria genetica dell'università di Caen (Francia) – non superano un controllo minuzioso. Per cominciare, i loro protocolli statistici sono altamente discutibili. Peggio, l'azienda non ha effettuato una sufficiente analisi delle differenze nel peso degli animali studiati. Dati cruciali dei test delle urine sono stati cancellati dal dossier dall'azienda stessa".

 

"Greenpeace sostiene da tempo – si legge nella nota – che i dati forniti dalla Monsanto per richiedere l'autorizzazione di questo mais Ogm non sono rassicuranti. Purtroppo le autorità competententi, e tra queste l'Autorità europea per la sicurezza alimentare [ EFSA ], hanno sempre minimizzato, considerando le scoperte fatte nel tempo dai ricercatori indipendenti non biologicamente rilevanti". Per l'associazione è necessario il totale e immediato ritiro dal mercato del mais Monsanto MON863. E' inoltre urgente che i Paesi rivedano le autorizzazioni finora concesse agli Ogm, ed i metodi valutativi finora adottati. "L'attuale sistema autorizzativo per gli Ogm – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace Italia – non ha più alcuna credibilità, dopo che è stato approvato un prodotto ad alto rischio nonostante chiare evidenze dei possibili pericoli". Per consultare il rapporto di Greenpeace clicca qui.

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