OGM. Task Force al neo ministro Clini: non inverta priorità di intervento

"Il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Però di base la tecnologia nucleare rimane ancora, a livello globale, una delle tecnologie chiave. Quindi sì a certe condizioni". E’ quanto affermato, ieri, dal neo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che, nel corso trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" su Radio2, ha espresso apprezzamento anche nei confronti degli OGM sostenendo che gli organismi geneticamente modificati "vanno bene per le piantumazioni in zone appenniniche, al fine di attuare la sicurezza dei suoli evitando il dissesto idrogeologico". Due prese di posizione che hanno trovato il dissenso, innanzitutto, della Task Force per un’Italia libera da OGM (Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Assoconsum, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas, Wwf): "Appare del tutto contraddittorio e sicuramente pretestuoso dividere tra OGM "buoni" e OGM "cattivi" a seconda dell’utilizzo in quanto, oltre all’impatto alimentare e sanitario, le colture transgeniche provocano rilevanti effetti negativi sull’ambiente e la biodiversità in particolare attraverso l’ibridazione di piante transgeniche con specie e varietà selvatiche o attraverso la resistenza degli insetti alle tossine transgeniche".

Le Associazioni riunite nella Task Force si dicono dispiaciute del fatto "che il Ministro nelle sue prime dichiarazioni voglia invertire l’ordine delle priorità di intervento dell’amministrazione pubblica rispetto al ruolo che il nostro Paese potrebbe avere in un percorso di crescita della green economy e di sostegno alle nuove occupazioni verdi".

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