OGM. Via libera dell’Ue alla patata Amflora, Coop: “Necessaria più prudenza”

Non si placa il dibattito conseguente alla decisione della commissione europea di autorizzare la prima patata transgenica. Ieri il ministro Luca Zaia ha annunciato che chiederà l’applicazione della "clausola di salvaguardia". Anche la Coop torna a ribadire, a distanza di dieci anni, la propria contrarietà: "Al di là del dibattito sì o no agli ogm, riteniamo che non ci sia ancora sufficiente chiarezza in merito ai rischi ed agli impatti a medio-lungo termine e che da parte dei consumatori permanga una richiesta di prudenza dettata dal fatto che non percepiscono vantaggi dall’introduzione di queste nuove tecnologie e che viceversa si sente fortemente minacciato il proprio diritto di scelta. Auspichiamo pertanto che l’Italia decida con tempestività, utilizzando tutti gli strumenti normativi e amministrativi disponibili, evitando che il sistema agroalimentare nazionale precipiti in un caos ingovernato ed esposto alle contaminazioni".

Entrando nello specifico dell’annunciato via libera Ue alla coltivazione della patata "amflora", Coop precisa che si tratta di un prodotto non destinato al consumo umano, bensì per l’industria carta o in alternativa per l’alimentazione degli animali. "Quindi, ancora una volta nessuna innovazione destinata a dare benefici agli esseri umani, ma casomai un aumento del rischio concreto di contaminazione sia in campo che nelle filiere alimentari" spiega Coop: "Questa patata infatti contiene un gene marcatore antibiotico che può generare resistenza nei batteri naturalmente presenti nel tratto intestinale degli esseri umani o animali tanto da sollevare dubbi e obiezioni anche da parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Europea del Farmaco".

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