OSSERVATORIO. +30% per le richieste di prestiti per avviare microimprese

Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore dell’economia italiana. Una verità consolidata nella storia e che assume validità ulteriore stando ai dati pubblicati da Invitalia. Le microimprese alimentano il mercato dei prestiti, con la speranza che possano dare vita a un circolo virtuoso che sia l’inizio della rinascita del Paese. Confrontare i tassi d’interesse dei prestiti, valutare quello più adatto alle proprie esigenze, inoltrare la domanda. In pochi semplici passi le PMI riprendono aria e provano a riprendersi ciò che la crisi aveva loro tolto.

Nel corso del 2010 sono aumentate del 30% le richieste per i prestiti d’onore per avviare le microimprese: secondo Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione e lo sviluppo d’impresa, in otto anni sono state ricevute circa 110mila domande e ne sono state finanziate 65mila grazie a 3 miliardi di fondi pubblici. La formula che ha maggior successo è quella dell’autoimpiego che di fatto si concretizza in bonus e prestiti d’onore destinati a disoccupati che vogliono avviare un’attività in proprio come ditta individuale (gli investimenti dichiarati non devono essere maggiori di 25.823 euro).

Tali agevolazioni possono essere veicolate come mutui agevolati, contributi a fondo perduto e servizi di assistenza tecnica. Per l’autoimprenditorialità invece le agevolazioni sono previste per le start-up controllate da residenti nelle aree più svantaggiate e con un’età inferiore ai 35 anni. Nell’anno appena trascorso sono state finanziate il 39% delle domande presentate per l’autoimpiego (vale a dire 4.396) e il 18% per l’autoimprenditorialità (vale a dire 26). Le richieste arrivano principalmente da residenti al sud (93%), con meno di 30 anni – per il 51% – e con titoli di studio medio-alti (il 68% sono laureati o diplomati). Attualmente sono al vaglio circa 5.000 domande e i tempi di attesa sono in media di quattro mesi. Secondo le stime di Invitalia sarà possibile erogare aiuti fino a giugno, considerando l’importo di circa 100 milioni di cassa (frutto di rientri di mutui e della riclassificazione di bliancio), dopodichè si spera di avere presto nuovi fondi grazie al piano per il sud.

‘La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori e il link al sito Supermoney.eu’

Comments are closed.