OSSERVATORIO. Carte di credito revolving con tassi da capogiro

Le carte di credito revolving sono finite nel mirino della Banca d’Italia nei giorni scorsi. American Express, Diners e Fiditalia sono state bloccate a causa di un’inchiesta che le accusa di non aver rispettato alcune delle normative in materia di finanziamento. Ora si attendono le nuove direttive della Banca d’Italia nei confronti delle emittenti di carte di credito, un monito per tutto il sistema. Un richiamo sugli assetti organizzativi e di controllo e l’adeguamento dei sistemi interni in materia di antiriciclaggio e usura. Le direttive dovrebbero essere in materia di trasparenza, di comparabilità, di tassi e di costi. In materia di trasparenza l’idea è quella di fornire al cliente dati sostanziali sulle condizioni applicate alla carta di credito, dati semplici e di facile comprensione. In materia di comparabilità il cliente dovrebbe essere in grado di confrontare tra loro le offerte presenti sul mercato per poi scegliere quella più vicina alle sue esigenze. Ad oggi, con prodotti così complessi e di difficile comprensione, la concorrenza tra le diverse concessionarie e la libertà di scelta del cliente, vengono meno. In materia di tassi è stato fissato un tetto che viene aggiornato ogni tre mesi che dovrebbe garantire il consumatore. In realtà ad oggi, sono molte le concessionarie di carte di credito revolving che applicano tassi più alti del previsto. In materia di costi le carte ne prevedono alcuni fissi come il canone e le commissioni per il prelievo. Purtroppo spesso e volentieri tali costi sono molto alti.

I tassi applicati sulle carte di credito sono ai limiti dell’usura. Le famiglie fanno fatica a restituire il debito perché esso raddoppia se non a volte, viene triplicato dagli interessi passivi che il cliente deve restituire. Ci sono carte di credito revolving nel nostro mercato che hanno tassi d’interesse che arrivano fino al 25% e spesso lo superano. Secondo un ricerca condotta dall’Università Bocconi, tutte le dieci maggiori concessionarie di carte di credito applicano il 20% di tasso d’interesse sulle loro carte. Nel sistema finanziario, questo strumento è il più complesso e anche il meno utilizzato dalle famiglie italiane che gli preferiscono i prestiti personali o nel caso dei pagamenti, il bancomat. Gli italiani, grandi risparmiatori, ripongono poca fiducia un uno strumento che non gli permette di avere sempre sottocontrollo la situazione economica. I dati parlano chiaro, le carte di credito emesse sono circa 40 milioni ma quelle attive, ovvero quelle realmente utilizzate, sono solo 16 milioni, mentre le carte di credito revolving sono circa 14 milioni ma quelle attive sono 4 milioni. Insomma è importante prestare attenzione quando si sceglie di attivare una carta di credito, per questo è bene effettuare un confronto tra le diverse possibilità per scegliere quella più vicina alle proprie esigenze.

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