OSSERVATORIO. Energia, il 75% degli italiani dice no al nucleare

Nucleare: gli italiani non ci stanno. Dopo i tragici fatti del Giappone è aumentato il numero di cittadini che si dichiarano contrari a questo tipo di energia, passando dal 71 al 75%. Lo rivela un’indagine della Doxa, condotta attraverso mille interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su.

Secondo questo sondaggio, soltanto il 24% degli italiani è d’accordo con l’utilizzo dell’atomo nel nostro Paese, mentre gli indecisi rappresentano appena l’1% della popolazione. I timori dei cittadini nei confronti del nucleare si estendono anche ai cosiddetti “rischi di prossimità”, ovvero all’eventualità di un incidente nucleare in Paesi più o meno vicini all’Italia. Il 60% del campione si è detto “moltissimo” o “molto preoccupato” da questa ipotesi.

Quanto alle centrali già esistenti nelle vicinanze dei confini italiani, oltre la metà degli interpellati (51%) non pensa che siano sufficientemente sicure.

La grande maggioranza della popolazione preferisce dunque continuare ad utilizzare le classiche fonti di energia, anche se hanno prezzi elevati: per ottenere un risparmio sulle bollette si può chiedere aiuto a Supermoney, il portale per il confronto delle tariffe di elettricità, gas e dual fuel, che permette di selezionare le offerte più vantaggiose sul mercato.

L’avversione italiana al nucleare è un sentimento condiviso da tante persone in tutto il mondo: la percentuale di contrari all’atomo è infatti salita dal 32% pre-catastrofe all’attuale 43%, come registrato da una ricerca del Win-Gallup International, il più grande e storico network di istituti di ricerca indipendenti, che tra il 21 marzo e il 10 aprile 2011 ha intervistato un campione di oltre 34.000 individui in 47 paesi di tutto il mondo.

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