OSSERVATORIO. Mutui a tasso fisso o a tasso variabile?

Fare la scelta giusta, per quel che riguarda la stipula di un contratto per l’accensione di un mutuo, è sempre più difficile. Il mutuo a tasso fisso permette al cliente di avere sempre la certezza dell’importo che andrà a pagare. Il mutuo a tasso variabile, invece insegue i cambiamenti del mercato finanziario, dando al cliente l’incertezza della rata. Dopo il crac della Lemahn Brothers, però, le cose sono cambiate notevolmente. I tassi sono scesi fino al minimo storico rendendo il mutuo a tasso variabile, addirittura più conveniente di quello a tasso fisso. Negli ultimi tre mesi il tasso Euribor è sceso all0 0,637%; il calo è stato incentivato anche dal contributo di liquidità effettuato dalla Banca Centrale Europea.

L’ultimo rapporto mensile dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) indica un 2,68%, ovvero 7 punti in meno rispetto a gennaio e 188 punti in meno rispetto allo stesso mese del 2009. Negli Stati Uniti ma anche in Europa, i tassi d’interesse molto bassi stanno spingendo molte famiglie a rinegoziare il mutuo dal tasso fisso a quello variabile. Cambi di contratti che fanno diminuire la rata del mutuo di anche 100 euro, aiutando le famiglie sempre più in difficoltà. Si ipotizza – come scrive Osservatorio Finanziario – che se per un mutuo di 100 mila euro in 15 anni si pagava con tasso fisso al 5,5%, una rata mensile di 817 euro, con un variabile al 2,68%, si pagherebbero oggi, 675 euro ovvero 142 euro in meno. Ecco perché sempre più famiglie italiane ricorrono alle rinegoziazione del mutuo e vanno verso il tasso variabile. Se i tassi dovessero aumentare improvvisamente? Purtroppo l’economia mondiale stenta a riprendersi, quindi difficilmente i tassi si risolleveranno in un breve periodo.

La Bce crede che per i prossimi tre anni, i tassi rimarranno invariati, dando modo a tutte le famiglie che desiderano rinegoziare il mutuo, possano farlo in tutta sicurezza. Il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, crede che ci sia ancora molto margine per i tassi prima che venga rialzato l’indice della Banca Centrale Europea, ormai fermo all’1% da circa un anno: l’Euribor, infatti, è ancora in discesa con quello a tre mesi a quota 0,64% e quello a un mese addirittura a 0,40%, ben al di sotto dell’indice di riferimento. Ecco quindi che la maggior parte dei mutui è oggi sottoscritto con tasso variabile: secondo i dati dell’Associazione Bancaria Italiana, in questo inizio di anno, circa l’80% dei mutuatari ha scelto il tasso variabile, mentre nel 2009 questo dato era del 61% e nel 2008 solo il 28% aveva scelto il tasso indicizzato. Per coloro che desiderano rinegoziare il proprio mutuo, passando da un tasso fisso a un tasso variabile, le condizioni sono ancora favorevoli, quindi varrebbe la pena rifletterci.

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