OSSERVATORIO. Mutui, quando rottamare conviene

Rottamare il proprio mutuo perché la rata è diventata troppo alta? Non è mai stato così conveniente come oggi. Tali operazioni rappresentano la metà dei finanziamenti ipotecari concessi dalle banche, a incoraggiare le operazioni di surroga del mutuo e in particolare il passaggio dal mutuo a tasso fisso a quello a tasso variabile è il valore favorevole dell’Euribor.

Si stima infatti, che tra i vecchi mutui e i mutui a tasso variabile concessi oggi, c’è una differenza di 3,5-4 punti. Per intenderci, su un debito residuo di 100 mila euro la differenza si traduce in un vantaggio immediato sulla rata che varia tra i 200 e i 250 euro. Un guadagno sia in termini immediati sia in termini futuri anche se il costo del denaro dovesse subire dei rialzi. Con l’Euribor ai minimi storici è possibile ottenere finanziamenti per i mutui variabili che sia aggirano intorno al 2%. Il dubbio è, se dovesse aumentare repentinamente il costo del denaro, cosa succederebbe alla rata del mutuo?

Partendo dal presupposto che comunque i tassi sono destinati a salire a causa dell’inflazione, si stima che, anche laddove i tassi arrivassero oltre i limiti raggiunti durante il crac americano di Leheman, si riuscirebbe comunque a risparmiare. Il costo complessivo della surroga del mutuo sarebbe comunque inferiore del mantenimento di un mutuo fisso con un tasso dell’5,5%. L’operazione di surroga del mutuo infatti potrebbe risultare in perdita solo nell’irrealistico caso di aumento del costo del denaro di 4 punti percentuali in pochi mesi.
In ogni caso, prima di rottamare i mutui, si rende necessaria una valutazione delle proprie capacità di spesa per non essere colti impreparati nel caso si dovessero verificare aumenti repentini dei tassi o del costo del denaro. A conferma della convenienza della ‘rottamazione’ del mutui anche i dati forniti dall’Abi, circa 195.000 famiglie italiane hanno rinegoziato i contratti di finanziamento con le banche e 72.000 di esse hanno surrogato il mutuo per un valore di 8 miliardi di euro.

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