OSSERVATORIO. Rc auto: i molti limiti dell’indennizzo diretto

Una delle modalità per abbattere i costi annui per l’Rca è affidarsi alla concorrenza del mercato che seppur relativa può consentirci di risparmiare. E’ risaputo infatti che cambiare compagnia permette frequentemente di ridurre i costi per la polizza auto. Per individuare un prodotto adeguato alle nostre richieste ed iniziare da subito a risparmiare possiamo confrontare le migliori assicurazioni auto del momento tenendo in considerazione anche le nostre necessità specifiche.

A causa dell’aumento delle polizze auto più di sette italiani su dieci hanno perso la piena fiducia nelle compagnie assicuratrici. Non è solo la mancanza di concorrenza tra le assicurazioni auto italiane ad impedire l’abbassamento dei prezzi delle polizze Rc auto, nel mirino dell’Antitrust ci sarebbe anche la procedura di indennizzo diretto e il risarcimento in forma specifica. Dalla sua introduzione nel febbraio del 2007 (con la Legge Bersani) infatti questa procedura non sembra aver contenuto i costi delle Rca italiane, tuttora tra le più care d’Europa.

Ma come funziona il meccanismo di risarcimento diretto? Nel caso di sinistro stradale il danneggiato può rivolgersi alla propria assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni subiti e questa a sua volta potrà chiedere all’assicurazione del danneggiante la compensazione delle spese sulla base non dei costi effettivamente sostenuti, bensì di una somma forfettaria corrispondente al costo medio dei sinistri rilevati nell’annualità precedente. Il sistema però sembra aver portato più limiti che vantaggi

Il primo problema legato a questa pratica è proprio dovuto alla compensazione delle spese tra le due Compagnie assicurative che non ha come oggetto le somme effettivamente erogate dalla Compagnia gestionaria (quella del danneggiato), ma un ammontare definito su una media di costi e uguale per i vari danni (salvo la possibilità di apportare alcune differenziazioni). La Compagnia del danneggiato risarcisce il proprio cliente con l’effettivo ammontare del danno subìto ma si rivale poi sul costo delle polizze con negative ripercussioni sulle tasche degli assicurati. Un circolo vizioso insomma, in cui a rimetterci è sempre l’assicurato.

C’è inoltre la possibilità che le compagnie assicurative introducano clausole che consentano un risarcimento del danno contestualmente alla riduzione del premio della polizza: l’automobilista potrebbe ottenere in questo modo la riparazione del veicolo in una carrozzeria convenzionata pagando in cambio una Rca più bassa. In questo modo però si presenteranno ulteriori problemi di natura concorrenziale in relazione alle officine escluse dalla convenzione traducendosi poi nella perdita della possibilità di scelta del cliente se affidarsi a un autoriparatore di fiducia.

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