OSSERVATORIO. Rinnovabili, in Europa raddoppiate in dieci anni

La popolazione del nostro pianeta è in continuo aumento e più persone ci sono, più bisogna fare attenzione all’ambiente che ci circonda, perché se non lo rispettiamo lui ci volta le spalle. Bisogna stare attenti allo spreco, e quindi anche al risparmio. Ma non è solo l’ambiente che bisogna tenere in considerazione: dobbiamo salvaguardare anche i nostri sudati risparmi, per cui sarebbe una buona idea mettere le tariffe del gas e riscaldamento a confronto prima di scegliere quella più vantaggiosa.

Le energie “verdi” occupano un posto sempre più importante nei nostri consumi energetici: basti pensare che tra il 1999 e il 2009 l’Unione europea ha quasi raddoppiato la quota di consumo delle rinnovabili, che è passata dal 5,4% al 9%. Lo rileva Eurostat, l’ufficio europeo di statistica. Di recente, poi, negli Stati Uniti è stata messa a punto una tecnologia che permette di riscaldare un intero appartamento per mezzo di una foglia artificiale, una minuscola centrale energetica progettata da un gruppo di ricerca dell’MIT di Boston.

Anche l’Italia è stata pienamente coinvolta in questa crescita: nel nostro Paese le energie pulite sono infatti passate dal 5,7% al 9,5%, un buon risultato anche se ancora molto distante da quelli dei Paesi del Nord Europa, che si confermano i più “eco”. Al primo posto troviamo la Lettonia (36%), seguita da Svezia (34%), Austria (27%), Finlandia (23%), Portogallo (19%) e Danimarca (16,7%).

Per quanto riguarda il mix energetico utilizzato dai Paesi dell’Ue, gli italiani si sono rivelati fra i maggiori utilizzatori di gas, con un consumo che in un decennio è passato dal 32,2% al 37,9%, mentre la media europea si attesta al 24,5%. Per cercare di risparmiare su riscaldamento e gas e diminuire l’impatto sulle proprie tasche di questo settore, gli italiani possono valutare le offerte più convenienti disponibili sul mercato attraverso Supermoney, il portale per il confronto delle tariffe di gas, elettricità e dual fuel.

L’indagine Eurostat mostra inoltre che tra il 1999 e il 2009 è calato l’uso del petrolio e dei prodotti petroliferi nel nostro Paese, passando dal 53% al 42,3%, ma ha mantenuto comunque una quota superiore alla media Ue, che è scesa dal 39% al 36,6%. L’energia nucleare, infine, nell’Ue è rimasta stabile a quota 14% in questi dieci anni, mentre i carburanti solidi sono passati dal 18% al 16%.

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