Obesity day, giornata di sensibilizzazione sul sovrappeso

"Ogni grande impresa inizia sempre con un primo passo". Questo lo slogan dell’Obesity Day 2009 previsto per domani, sabato 10 ottobre, e organizzato dall’ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità). Come suggerisce lo slogan tutti i cittadini italiani sono invitati a rivolgersi a tutti i centri ADI per un consiglio su come perdere peso e cambiare stile di vita alimentare. In occasione dell’iniziativa i centri dell’organizzazione saranno infatti disposizione per erogare gratuitamente interventi di informazione ed educazione riguardanti il tema.
Attenti però! Per dimagrire non basta un giorno – sottolineano gli esperti dell’ADI – Il 10 ottobre 2009 chi si recherà presso i Centri non riceverà la ‘ricetta magica’, ma un buon consiglio. E soprattutto potrà rendersi conto di persona che in questa grande impresa non sarà lasciato solo. E’ un primo passo. Ma come ogni scalatore sa, ogni grande impresa per raggiungere la vetta deve sempre iniziare con un primo passo.

Niente diete lampo o miracolose quindi. Per aiutare i cittadini in questo lungo cammino l’ADI ha messo a punto un semplice decalogo: 1) fare movimento; 2) attenzione ai condimenti; 3) frazionare i pasti nella giornata; 4) masticare con calma e mettere in bocca pezzi piccoli di alimenti; 5) non eliminare i classici cibi ritenuti ingrassanti; 6) verdura a volontà ma attenzione alla frutta; 7) limitare l’alcol; 8) pesce almeno una o due volte alla settimana; 9) proporsi obiettivi raggiungibili; 10) mantenere il dimagrimento.

Quest’anno l’ADI presenterà una nuova strategia contro l’obesità basata su un metodo che prevede l’analisi del senso del gusto. Ne abbiamo parlato con il presidente Giuseppe Fatati: "Ognuno dei noi ha dei ricettori del gusto che si sono sviluppati in base ai sapori con cui è venuto in contatto con la prima infanzia e di determinazione genetica. Con questo metodo cerchiamo di capire quali sono i gusti del singolo attraverso tre livelli di ricerca. Si parte con un’analisi alimentare corretta per conoscere cosa piace o non piace alla persona e poi cerchiamo di capire come lavorano i ricettori del gusto con una tipizzazione senotipica dei ricettori fornendo all’individuo dei quadratini di carta imbevuti con delle sostanze che riproducono i sapori dolce, salato, amaro e acido".

Un esempio?

"Se una persona che ha un ricettore del gusto salato molto sviluppato – ha proseguito Fatati – considererà qualunque dieta molto sciapa. Il problema si può ovviare aggiungendo varie spezie ai cibi così da stimolare il gusto dell’individuo. Segue poi il terzo livello, ovvero l’analisi genotipica su campioni di saliva che permette di determinare l’espressività genetica del singolo per i ricettori".

Quale il ruolo dell’educazione alimentare in famiglia sullo sviluppo dei ricettori del gusto?

"Quando si dice ‘quanto è buono il sugo della mamma’ è una verità, perché il ricettore del gusto di un individuo si è adattare a certi sapori conosciuti lungo la vita i quali risultano più apprezzati di altri. E’ essenziale, quindi, che i genitori evitino di offrire ai loro figli diete montone variando sempre i cibi".

Ma quale l’entità del fenomeno obesità in Italia? Secondo i dati del progetto Cuore (agg. Luglio 2009) dell’Istituto Superiore di Sanità il 17% degli uomini e il 21% delle donne tra i 35 e i 74 anni è obeso mentre il 50% degli uomini e il 34% delle donne è in sovrappeso. In media la circonferenza della vita è 95 cm per gli uomini e 84 cm per le donne; la circonferenza fianchi è di 101 cm negli uomini e 100 cm nelle donne.

Alla Basilicata va il primato dell’obesità adulta: per gli uomini la percentuale è del 34 per cento (più di uno su tre) e sale al 42 per cento per le donne. Non stanno molto meglio i siciliani (31 su cento sia gli uomini che le donne) e i calabresi (24 su cento gli uomini e 38 le donne). Tendenze opposte in Piemonte dove solo il 12 per cento degli uomini e il 13 per cento delle donne ha problemi con la bilancia.

La diffusione del sovrappeso e dell’obesità nel nostro Paese è confermata anche dai risultati del progetto Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) a cura del Centro Controllo Malattie (CCM) del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Secondo i risultati dello studio il 32% degli intervistati di un campione di 37.560 persone è in sovrappeso. Il 57% delle persone con eccesso ponderale ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario gli ha consigliato di fare una dieta per perdere peso e il 38% ha dichiarato di aver ricevuto il consiglio di fare regolarmente attività fisica. Il consumo di frutta e verdura è risultato abbastanza diffuso, anche se solo il 10% ha aderito alle raccomandazioni internazionali consumandone cinque volte al giorno. Colpa forse delle cattive abitudini non solo alimentari, ma anche di vita in generale visto che i sedentari sono il 29%, mentre il 33% degli intervistati ha dichiarato di svolgere un livello di attività fisica conforme alle raccomandazioni.

Il tema dell’obesità si fa più preoccupante se si parla di bambini e di adolescenti, soprattutto se si considera che un bambino obeso ha più probabilità di un altro di avere problemi di peso da adulto. Molte le conseguenze sulla salute con il passare degli anni: si va dalle patologie di natura cardiocircolatoria, a disturbi alimentari a conseguenze di tipo metabolico come nel caso del diabete.

Lo scorso ottobre il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha presentato i dati di Okkio alla salute, un’indagine su un campione di 46 mila bambini in età evolutiva sul tema dell’obesità. Dal monitoraggio è emerso che ogni cento bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi. Complessivamente si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre.

Un problema, quello dell’obesità, diffuso soprattutto al Sud con in testa la Campania che ha un tasso di obesità del 21% , seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, rispettivamente con il 17 e 16%, contro una media nazionale del 12%.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.obesityday.org

A cura di Silvia Biasotto

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