Oggi è l’Obesity Day

Si conclude oggi la due giorni di "Obesity Day" durante i quali l’Associazioni Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) ha aperto le porte delle sue Unità di Nutrizione Ospedaliere e Territoriali. Lo slogan di quest’anno è "Prendiamoci cura di te": esperti saranno a disposizione con consiglio e informazioni gratuiti.

"Quasi ci facciamo carico del soggetto che è in difficoltà, lo consigliamo con suggerimenti, proposte, indicazioni non generiche ma personalizzate. Un dialogo diretto nella consapevolezza che ormai la gente le linee generali dell’informazione dietetica le conosca. Vuole progetti concreti. Li daremo. Un’attenzione speciale ai genitori. Chiederemo alla gente se hanno figli e come stanno. E allora, se necessario, parleremo dei rischi che i bambini possono incontrare. Un’attenzione alle nonne che adesso sono deputate ai nipoti a tempo pieno: spiegheremo loro che nella loro cultura della cucina ci sono virtù ma anche tanti difetti e pregiudizi. Quindi, invitiamo anche le persone che non hanno problemi di peso a venire all’"Obesity Day 2010" per conto-figli o conto-nipoti. Una novità. Chi altro lo fa? Parleremo nei Centri con le madri e con i padri con lo sguardo ai figli lasciati a casa. Inoltre, sul piano istituzionale, chiederemo che venga predisposta una legge mirata all’obesità, come è stato fatto per altre emergenze: un piano razionale, finanziamenti, posti letto. La stessa cosa per l’obesità che è una malattia che sta diventando un’epidemia costosissima per le casse dello Stato. Un solo dato: parlo della chirurgia dell’obesità, gli obesi che potrebbero avere bisogno in Italia del bisturi sono un milione e mezzo, nel 2008 gli interventi sono stati poco più di sei mila, il 60 per centro nel centro-nord. E quanti sono i Centri per la cura della grande obesità ? Pochi. E poi porremo il problema dei diritti dell’obeso. Ci sono già iniziative in Parlamento. Noi le sosteniamo perché l’obeso è penalizzato in casa, sul lavoro, nell’assistenza sanitaria, negli spostamenti sul territorio. E altro ancora. "Obesity Day 2010" è diventato adulto. E proprio per dare un’impronta ad "Obesity Day 2010" presentiamo un Rapporto sulla realtà italiana, alla luce delle valutazioni dei Presidenti regionali dell’ADI: un Rapporto che affidiamo ai Media ma anche alle Istituzioni. Ai primi per continuare ad educare l’opinione pubblica attraverso l’informazioni, alle seconde perché si decidano a dar vita alle strutture" ha spiegato Giuseppe Fatati, segretario generale dell’Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica.

Dal 2000 ad oggi, da quando "Obesity Day" ha cominciato a monitorare il "pianeta obesità, con campagne di educazione, le donne erano largamente più grasse degli uomini, negli anni non sono dimagrite ma nemmeno cresciute di peso. E questo è già un dato positivo. Gli uomini, invece, sono crollati. E’ un ribaltone quello che si è avuto nell’età fra i 35 e i 74 anni, la fascia che le statistiche indicano come quella con il maggior numero di persone obese e in sovrappeso. Prendendo in considerazione tutta la popolazione, la situazione non è certo tranquillizzante: un italiano su dieci è obeso e uno su tre in sovrappeso. Qualche miglioramento, nel decennio, al Nord e segnali buoni vengono dal Sud. Quella che non dà segni di miglioramento, anzi peggiora, è la fascia infantile con un’escalation dell’eccesso ponderale quasi inarrestabile. In dieci anni di "Obesity Day" il panorama dei comportamenti si è arricchito di contraddizioni. Cresce la cultura della linea nei due sessi, anche se prevalgono ancora le motivazioni estetiche, ma non si abbandonano antiche abitudini a tavola, specie gli anziani. Si aspira a scendere di una taglia ma si continua a preferire la poltrona alla passeggiata nel tempo libero. Si è compresa l’importanza della dieta ma ci si affida a fai da te, Internet ed improvvisati esperti. Ultima contraddizione: quando "Obesity Day" debuttò, nessuno parlava di obesità, ora le Istituzioni sono più sensibili al problema ma possono fare poco per problemi di budget.

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