Oggi i diritti umani compiono 60 anni

"In occasione della ricorrenza del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo desidero unirmi a quanti sono impegnati, in Italia e nel mondo, per affermare e garantire il primato della persona e della sua dignità su basi di libertà e di eguaglianza". E’ quanto scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio al Presidente del Senato, Renato Schifani, e al Presidente del Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in occasione della celebrazione del 60/o anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo.

Napolitano ricorda che "la Dichiarazione del 1948 ha affermato il valore essenziale della dignità umana, ovunque nel mondo, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione o opinione, cittadinanza o status sociale. Adottando quel documento – sottolinea il Presidente della Repubblica – la comunità internazionale ha riconosciuto che il primato dei diritti della persona è condizione basilare per realizzare concretamente la pace, la libertà e la giustizia fra i popoli.

I principi sanciti nella Dichiarazione sono stati progressivamente oggetto di numerose convenzioni internazionali, che hanno dato vita ad un vasto patrimonio normativo. Tale processo evolutivo, particolarmente rilevante e fecondo in ambito europeo, ha rafforzato – ribadisce Giorgio Napolitano – la consapevolezza della responsabilità internazionale per la tutela dei diritti umani e della necessità di prevedere adeguati sistemi di verifica da parte degli stati. Ciò nonostante, dobbiamo purtroppo constatare il profondo divario che ancora oggi separa le enunciazioni dei diritti dal loro effettivo esercizio.

Mentre in tante parti del mondo antiche violazioni non sono scomparse, la tutela dei diritti deve infatti affrontare nuove minacce legate al terrorismo, alla tutela dell’ambiente ed ai cambiamenti climatici, alle lesioni della privacy, all’impatto delle crisi economiche sulle condizioni di vita dei singoli e delle collettività. La doverosa constatazione dell’insufficienza degli sforzi sinora compiuti impone un rinnovato e più forte impegno da parte delle istituzioni, delle associazioni e dei singoli per prevenire ogni ingiustificata violazione dei diritti e garantirne la loro tutela.

Il Parlamento può dare certamente un impulso cruciale in tale direzione. Mi auguro, infine – conclude il presidente della Repubblica nel suo messaggio ai presidenti delle Camere – che la celebrazione odierna contribuisca ad avvicinare sempre più i nostri giovani al contenuto della dichiarazione, aiutandoli a coltivare il senso profondo di una fratellanza basata su principi e valori universali, che essi dovranno saper condividere, trasmettere e difendere ovunque nel mondo".

Secondo una ricerca commissionata dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, solo il 9% dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 34 anni ha letto il suo testo integralmente; e addirittura il 50% dei giovani non ne ha mai neanche sentito parlare.

Per questo l’Italia ha colto l’occasione del sessantesimo anniversario per diffondere quanto più possibile la conoscenza di questo testo. Circa159 città sono coinvolte in iniziative mirate a conoscere e rispettare la carta, promosse da "La tavola per la pace", la rete che riunisce enti locali e associazioni impegnate per la tutela dei diritti umani, e da Flavio Lotti, coordinatore del Comitato nazionale per il 60/mo anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Lettura integrale del testo, concerti, ma anche un sit in davanti alla direzione generale della Rai per ricordare alla televisione pubblica il suo ruolo nella diffusione dei valori della democrazia attraverso la corretta informazione.

Il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha promosso per la giornata di ieri una lettura collettiva del testo al Teatro Argentina di Roma. "Questa iniziativa si rivolge a tutta la città, a tutta la provincia, ma soprattutto ai suoi ragazzi – ha detto Zingaretti davanti a una platea di 600 studenti delle scuole medie superiori – perché il ricordo non sia solo celebrazione ma lettura per provare a vivere quotidianamente i diritti". Il Presidente della Provincia ha così introdotto l’intervista a tema della giornalista e scrittrice Miriam Mafai al presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, a cui è seguita la lettura dei 30 articoli del documento Onu da parte di registi, giornalisti, attori, donne e uomini della cultura e delle istituzioni. Agli studenti presenti, per l’occasione, è stato anche distribuito un libretto con su scritti i principi fondamentali in materia di diritti umani.

Amnesty International ha chiesto ai Governi di andare oltre al mera celebrazione, facendo di questa giornata un momento di azione. "Le insensate uccisioni a Mumbai, le migliaia di persone in fuga dal conflitto nella Repubblica Democratica del Congo, le ulteriori centinaia di migliaia intrappolate in condizioni terribili nel Darfur, a Gaza e nel nord dello Sri Lanka e infine una recessione economica globale che potrebbe spingere altri milioni nella povertà, creano una pressante piattaforma d’azione sui diritti umanì", ha detto Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.

Denunciando gli attacchi terroristici di Mumbai, Amnesty International ha messo in guardia i governi dal fare marcia indietro sui diritti umani in nome della sicurezza: "i governi hanno il dovere di proteggere dal terrorismo, ma il carcere a tempo indeterminato senza accusa né processo, la giustificazione e la pratica della tortura e l’erosione del primato della legge non rendono il mondo un luogo più sicuro", ha ammonito Irene Khan.

Comments are closed.