P.A. Cittadinanzattiva, Report sulla trasparenza: “Non c’è e si vede”

L’autocertificazione è ancora un’utopia in un caso su tre. È particolarmente opaca la composizione delle tariffe dei servizi. In una particolare "hit delle inefficienze" in tema di scarsa trasparenza, spiccano in assoluto ai primi posti gli appalti, il reperimento di bandi e contratti di servizio e la giustizia con il rilascio di documenti, e seguono la gestione dei tributi locali, le cartelle pazze, le pratiche per il rinnovo o il rilascio di documenti, le rette e le graduatorie per gli asili nido. Sono alcuni dei dati che emergono dal "Report sulla trasparenza. I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche", promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza e basato su circa 800 segnalazioni.

La sintesi di Cittadinanzattiva è in uno slogan: "La trasparenza non c’è. E si vede!". "La mancanza di trasparenza si annida in tre casi su quattro negli uffici della Pubblica Amministrazione, – rileva il rapporto – anche se dal fenomeno non ne risultano immuni i servizi pubblici locali: su 100 segnalazioni, nel 74% dei casi la carenza di trasparenza ricade nell’ambito degli uffici pubblici, nel 26% riguarda invece l’area dei servizi pubblici. E, come se non bastasse, attecchisce maggiormente lì dove il disservizio tocca le tasche dei cittadini: non a caso, nella P.A. quasi la metà delle segnalazioni riguarda la contestazione di multe e l’invio di cartelle pazze del fisco; nei servizi locali, invece, sono rilevanti le segnalazioni di scarsa trasparenza nella fase di determinazione delle tariffe e di riscossione dei tributi: si va dalle opacità operative di diverse società di riscossione, all’Iva non dovuta sui rifiuti, ai costi spesso non giustificati per il servizio idrico".

Nel settore della Pubblica Amministrazione, le principali criticità segnalate riguardano la gestione delle pratiche amministrative (24%), le multe e le questioni fiscali (23% ciascuno), il welfare (13%). In un caso su tre, l’autocertificazione resta un miraggio, e capitano spesso "i casi di pratiche amministrative bloccate per la mancata accettazione da parte di uffici pubblici di documenti di autocertificazione poi risultati corretti in quanto previsti dalla normativa di riferimento". Poi ci sono le segnalazioni nel campo del welfare e dei bonus sociali: social card, carta acquisti, bonus elettrico, contributi alle famiglie numerose, "provvedimenti accomunati da buone intenzioni ma anche da una diffusa difficoltà nel fornire le informazioni ed i moduli utili per poterne fare richiesta".

Servizi pubblici locali: le segnalazioni sulla scarsa trasparenza riguardano in particolare il servizio idrico integrato (31%), lo smaltimento dei rifiuti (26%), i tributi locali (24%), gli appalti (11%) e gli asili nido (8%). La principale criticità viene percepita nella composizione delle tariffe, a partire dalle diverse voci presenti fino alle procedure che portano a determinare i costi stessi dei servizi.

LINK: Per scaricare il Report vai al sito di Cittadinanzattiva

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