P.A. Cittadinanzattiva lancia prime class action

"Perché non provarci?". È lo spirito con il quale Cittadinanzattiva annuncia le prime class action contro Pubblica Amministrazione e concessionari di servizi pubblici, sfruttando le disposizioni della riforma Brunetta. L’associazione riconosce i limiti della legge, che non prevede risarcimenti, ma annuncia che farà valere i diritti dei cittadini su tre settori: canone di depurazione pagato per un servizio non reso; mancato accertamento della invalidità civile; violazione dei termini di rinnovo dei permessi di soggiorno richiesti per motivi di studio e di lavoro. Commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini: "La nuova legge ci consente, anche se con strumenti limitati e senza risarcimenti, di vincolare le amministrazioni al rispetto di standard previsti da Carte dei servizi e leggi. Se i tempi previsti non sono rispettati, se si richiedono oneri non previsti, se si omettono informazioni essenziali o si nega l’autocertificazione, il cittadino può invocare il rispetto delle norme ed ottenere il ripristino del diritto violato. Perché non provarci? Oggi partono class action in tre settori, che presto potrebbero essere seguite da analoghe azioni in molti altri ambiti: dagli autovelox taroccati alle cartelle pazze, dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza delle scuole alle lungaggini delle cancellerie dei tribunali, dall’operato ambiguo delle società di riscossione tributi al mancato rispetto delle graduatorie per gli asili comunali".

E così, nell’ambito della invalidità civile, destinataria della diffida è l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, (oltre che Istituzioni regionali e ministeri competenti), in virtù dell’istanza presentata da un cittadino che lamenta la violazione da parte dell’ASP dei termini di legge per l’accertamento della condizione di invalidità civile: domanda di malato affetto patologia oncologica, presentata a maggio 2009, e finora nessuna risposta, nonostante le norme prevedano che l’accertamento della patologia denunciata sia fatta entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

Sul versante del canone di depurazione acque reflue, i destinatari della diffida sono Comune di Potenza e Acquedotto Lucano Spa, Comune di Cineto Romano (pr. Roma) e Acea Ato 2 SPA, oltre che i ministeri competenti, per la restituzione della quota pagata per un servizio di depurazione che non è stato reso.

Sul versante dei permessi di soggiorno, i destinatari della diffida sono la Questura della Provincia di Roma, oltre ai ministeri competenti. "All’operato della Questura – informa Cittadinanzattiva – viene eccepita la violazione dei termini per il rinnovo della carta di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo (i termini sono di novanta giorni dalla presentazione della relativa domanda per il rinnovo permessi di soggiorno CE)".

Le amministrazioni hanno 90 giorni per ripristinare il servizio, mentre all’azione di classe possono aderire tutti i cittadini che si trovano nelle medesime situazioni che hanno portato alla notifica delle diffide. Per tutte le informazioni ci si può rivolgere al PiT-Giustizia di Cittadinanzattiva: tel: 0636718484 (lun-ven. 9.30-12.30); fax: 0636718333; mail: classaction@cittadinanzattiva.it. Su www.cittadinanzattiva.it i moduli per aderire.

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