P.A. Cittadinanzattiva: rimborsi Irpef troppo lenti. Anticipazioni Rapporto Pit Servizi

Circa un contribuente su 4 aspetta dai 10 ai 15 anni per ottenere i rimborsi Irpef, il 60% non meno di 6 anni e solo l’8% ha la fortuna di pazientare da uno a tre anni. A fotografare lo "stato dell’arte" gli stessi cittadini, attraverso le segnalazioni raccolte ed elaborate nella settima Relazione Pit Servizi di Cittadinanzattiva. La relazione, che sarà presentata pubblicamente a Roma il prossimo 16 marzo alla presenza del Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Giulio Santagata (c/Unioncamere, Piazza Sallustio n°21; orario 9.30 – 13.30), fa riferimento alle oltre 6600 segnalazioni dei cittadini giunte da gennaio a dicembre 2006 a Pit Servizi, il servizio di consulenza, informazione e tutela di Cittadinanzattiva nell’ambito dei servizi di pubblica utilità e P.A.

In generale, migliora la relazione tra i cittadini e le tante facce della Pubblica Amministrazione, testimonianza dei primi risultati del processo di innovazione ed ammodernamento avviato da anni all’interno degli uffici pubblici, ma si accentua il danno economico dovuto alle note lungaggini della P.A. in merito a tre questioni aperte: alla lentezza del Fisco si aggiungono i ritardi nell’espletamento di pratiche amministrative e rimborsi (sono oggetto di lamentela nel 30% dei casi) e gli alti costi dei servizi locali, che nel loro insieme raccolgono il 9% delle lagnanze.

In negativo, si conferma la grave autoreferenzialità della P.A. e la distanza che ancora la separa dal singolo cittadino, fuori dai meccanismi di partecipazione, decisione e controllo.

"Vita difficile quella del cittadino alle prese con la Pubblica Amministrazione – commenta il vice segretario generale di Cittadinanzattiva Giustino Trincia – Nessuna riforma della P.A. risulterà efficace se non si supera la sua chiusura all’aiuto dei cittadini attivi per migliorare qualità, efficienza e lotta agli sprechi di tempo e di risorse negli uffici pubblici. L’autoreferenzialità di cui soffre la P.A." continua Trincia "mette a rischio la competitività del sistema Paese e la tutela di fondamentali diritti. Anche per questo sosteniamo la proposta di far valutare la pubblica amministrazione e i suoi dirigenti da nuclei di valutazione aperti a qualificati esponenti delle Associazioni dei cittadini e dei consumatori".

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