P.A. Pubblico impiego, verso il cambiamento

Mobilità, uscite incentivate, manager licenziabili, pagelle dei cittadini. Questi in sintesi le linee dell’accordo ieri raggiungo tra Governo e Sindacati sulla riforma della pubblica amministrazione. "Yba profonda riorganizzazione della PA – si legge nel documento – è un passaggio obbligato affinchè l’economia italiana torni su un sentiero di crescita duratura, per dare spazio alla capacità dei cittadini, lavoratori , imprese e per un deciso miglioramento per la qualità dei servizi pubblici".

In particolare, l’accordo prevede la misurazione della qualità e quantità dei servizi, quale strumento con cui valutare il conseguimento dei risultati dell’azione amministrativa anche con la partecipazione delle amminsitrazioni, dei sindacati e degli utenti; la riduzione del numero complessivo dei dirigenti pubblici: la norma prevede che l’uscita debba costituire l’esito estremo di risultati negativi.

Per agevolare la mobilità territoriale del personale pubblico, statale, regionale e locali, verranno individuati meccanismi contrattuali di sostegno e incentivazione, mediante agevolazioni economiche. Previsti anche esodi in caso di accertato esubero di personale ricollocabile con processi di mobilità. Infine, tra le novità, il telelavoro tramite l’informatizzazione delle amministrazioni.

L’intesa diverrà esecutiva dopo il via libera delle regioni e del Governo.

 

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