PA. CODICI: “Poco digitalizzata e senza un sistema di controllo”

Il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione non è cosa semplice, anzi è un punto critico che ormai caratterizza il nostro Paese e, purtroppo, le criticità persistono nonostante l’innovazione. I nodi principali che i cittadini lamentano attraverso Linea Amica, il servizio offerto dal Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, sono:

  • il dialogo tra cittadini e Pubblica Amministrazione spesso è penalizzato da barriere cognitive e tecnologiche che escludono le persone più fragili;
  • la mancanza di un punto di accesso unico che renda facilmente reperibili servizi e informazioni destinati alle categorie più deboli;
  • l’assistenza ed il supporto alle categorie svantaggiate è sostenuta in gran parte da Associazioni, Cooperative ed Enti che hanno difficoltà a mettersi in contatto diretto con l’interlocutore Istituzionale necessario per il corretto svolgimento delle proprie attività.

Il CODICI-Centro per i diritti del cittadino denuncia il forte ritardo della PA italiana, nonostante essa sia la più grande azienda del Paese. Secondo quanto emerge dall’indagine Eurispes sulla P.A. in Italia, oggi la Pubblica Amministrazione è un esercito imponente, con un numero di dipendenti in costante crescita se si considerano anche coloro i quali hanno un rapporto di consulenza con Enti, Ministeri ed Agenzie, dei lavoratori dipendenti dalle aziende pubbliche, statali, regionali e comunali.

A fronte di questo, dal 3° Rapporto sull’ICT nella Pubblica Amministrazione Locale, svolto da Assinform (su un campione composto da 873 enti tra Regioni, Comuni, Province e Comunità Montane) emerge che la nostra P.A. non è abbastanza digitalizzata: le informazioni rimangono confinate a livello locale, senza interscambio tra uffici vari. Sono nulli soprattutto i servizi on line per i cittadini.

E non si fa molto per migliorare la situazione: da anni il trend di spesa della P.A. in generale, inclusa quella relativa alle Amministrazioni Centrali, è in calo, collocando l’Italia al di sotto dei principali paesi europei.

"In questo contesto, non possiamo sottovalutare gli sforzi dell’attuale Ministro Brunetta – commenta il Segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – che si pone come obiettivo il raggiungimento di più alti livelli di efficienza, di semplificazione amministrativa, di buona pratica dell’impiego di innovazione e nuove tecnologie e non per ultimo l’osservanza di una programmazione orientata all’utente. Tuttavia, non possiamo non considerare che nell’attuale sistema di erogazione e programmazione dei servizi forniti direttamente o indirettamente dalla P.A. questi manchino di un vero sistema di "controllo" esterno tale da garantire un giudizio reale sulla qualità dello stesso e mezzi per incidere sui piani industriali delle singole aziende".

Il CODICI ricorda che grazie alla legge finanziaria del 2008, all’art. 2 c 461 , è stata introdotta una prima disciplina che riguarda il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nel processo formativo dei piani aziendali, prevedendo un ruolo reale nella Carta di qualità, e nella fase successiva di verifica della qualità raggiunta.

"Purtroppo, tale norma – conclude Giacomelli – è rimasta totalmente inapplicata e sarebbe invece opportuno proseguire su tale strada, ampliando il campo di applicazione del provvedimento a tutti i servizi pubblici e di pubblica utilità e a tutti i livelli territoriali della P.A. (quindi non solo Enti locali, ma anche Ministeri e Regioni ). Tale previsione rappresenta una grande novità, che porterebbe a formare personale specializzato e professionalmente preparato in grado di intervenire sia nella fase di determinazione dei criteri quali-quantitativi, sia nella fase di controllo degli obiettivi".

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