PA. L’amministrazione dell’Ue non è trasparente. Rapporto 2008 del Mediatore europeo

L’amministrazione dell’Unione Europea è poco trasparente. Lo ha denunciato il Mediatore europeo Nikiforos Diamandouros in occasione della presentazione del rapporto annuale 2008. Nello specifico il 36% delle inchieste aperte dal Mediatore nel 2008 hanno riguardato rifiuti di fronte a richieste di informazioni o di accesso a documenti. A peggiorare l’amministrazione dell’Ue si aggiungono i ritardi nei pagamenti dei progetti finanziati dalla comunità, l’ingiustizia, l’abuso di potere e la discriminazione.

"Un’amministrazione dell’Ue responsabile e trasparente è la chiave di volta della fiducia dei cittadini in Europa – ha ricordato Diamandouros – Faccio appello dunque alla Commissione Ue affinché realizzi la sua proposta di riformare la legislazione relativa all’accesso pubblico dei documenti, in modo da permettere un accesso più ampio ai cittadini e agli altri attori della società civile".

Nel 2008 in totale il Mediatore Europeo ha trattato oltre 7.700 reclami o richieste di informazione. In seguito al suo intervento l’amministrazione dell’Ue ha emesso delle fatture, pagato alcuni interessi per i ritardi, consentito l’accesso ad alcuni documenti e rimediato a qualche ingiustizia. Il 66% dei reclami del 2008 ha interessato la Commissione Ue; al secondo posto c’è il Parlamento europeo e poi l’Ufficio europeo di selezione del personale, il Consiglio e l’Olaf.

Un numero sempre crescente di reclami arriva dalle imprese, dalle associazioni, dalle Ong e dalle autorità regionali che, probabilmente, sono gli attori della società civile che entrano più a stretto contatto con l’amministrazione dell’Ue. Dalla Germania è arrivato il maggior numero di reclami; a seguire ci sono Spagna, Polonia e Francia. Il 36% di tutte le inchieste aperte dal Mediatore nel 2008 sono giunte ad una soluzione.

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