PARI OPPORTUNITA’. Europei favorevoli a misure più severe contro i pregiudizi. Indagine Ue

Più della metà degli europei (51%) pensa che non si faccia abbastanza per combattere la discriminazione nei loro paesi e la maggior parte degli interpellati ritiene anche che la discriminazione sia ampiamente diffusa (64%). E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione Europea sulla lotta contro la discriminazione, oggi pubblicata in occasione dell’Anno europeo 2007 sulle pari opportunità (AEPO), che sarà inaugurato a Berlino il 30 gennaio.

Il messaggio principale che ne emerge dalla ricerca indica che per gli europei la discriminazione è ancora ampiamente diffusa (64%) nei loro paesi e che i cittadini desiderano un cambiamento di questa situazione. Un’ampia maggioranza ritiene che essere portatori di handicap (79%), Rom (77%), persone con più di 50 anni (69%) o di origine etnica diversa (62%) costituisca uno svantaggio nella loro società. Nel contempo in tutti gli Stati membri, tranne in quattro, la maggioranza pensa che le persone di origine etnica diversa rispetto al resto della popolazione arricchiscano la cultura nazionale. Un’ampia maggioranza ritiene che siano necessarie più donne in posti direttivi (77%) e in Parlamento (72%). Molti pensano inoltre che nel mercato del lavoro debbano essere presenti più portatori di handicap (74%) e persone oltre i 50 anni (72%).

Quando si tratta di trovare un lavoro l’handicap e l’età sono i due fattori che, secondo gli europei, costituiscono il maggiore svantaggio per i candidati. Circa 8 interpellati su 10 pensa che a parità di qualifiche una persona di 50 anni o più abbia meno possibilità di ottenere un impiego o una promozione rispetto a una persona con meno di 50 anni e lo stesso vale per un portatore di handicap e una persona sana. Numerosi interpellati (68%) ritengono che per le donne le responsabilità familiari rappresentino un ostacolo per accedere a posti direttivi. Questa convinzione è particolarmente diffusa in Spagna e in Germania (76% in entrambi i paesi).

"I risultati dell’indagine – ha commentato Vladimír Špidla, commissario europeo responsabile dell’Occupazione, degli affari sociali e delle pari opportunità – indicano chiaramente che il livello della discriminazione rimane alto per gli europei, che sono favorevoli all’adozione di misure più severe per combattere i pregiudizi, l’intolleranza e le diseguaglianze. Confido che il l’Anno europeo del 2007 sulle pari opportunità per tutti animerà un dibattito vivace sulla diversità, dando nuovo slancio e maggiore efficacia alla lotta contro la discriminazione."

L’indagine – spiega una nota – evidenzia che l’esistenza di norme contro la discriminazione è ancora poco nota nell’UE: solo un terzo dei cittadini dichiara di conoscere i propri diritti in caso di discriminazioni o molestie. Per questa ragione gli obiettivi principali dell’Anno europeo consisteranno nell’informare i cittadini del loro diritto alla non discriminazione e alla parità di trattamento, nel promuovere le pari opportunità per tutti e nell’evidenziare i vantaggi della diversità. Per raggiungere i cittadini, la campagna sarà notevolmente decentralizzata e centinaia di attività saranno organizzate a livello comunale, regionale e nazionale.

 

 

 

Comments are closed.