PARLA L’EUROPA. Colasanti (Ue) su regolamento Roaming, “Ritardo normale ma speriamo bene”

Era atteso ieri il voto della Plenaria sulla proposta di regolamento comunitario che permetterebbe di conseguire importanti riduzioni nelle tariffe di roaming nell’Ue attraverso l’applicazione agli operatori mobili terrestri di limiti tariffari massimi per la fornitura di servizi di roaming per le chiamate vocali tra gli Stati membri, sia al dettaglio che all’ingrosso.

La Commissione scelse di avanzare nel marzo 2006 una proposta di Regolamento data l’urgenza e la persistenza del problema. Uno strumento quindi che richiede una soluzione semplice, efficace e rapida per il consumatore europeo, da applicare in modo armonizzato in tutta la Comunità e senza che sia necessario il recepimento o l’attuazione completa a livello nazionale.

Per comprendere le ragioni dello slittamento del voto, Help Consumatori ha intervistato Fabio Colasanti, titolare della Direzione generale Società dell’informazione e Media della Commissione europea.

D. Cosa è successo? Perché il Parlamento non ha votato durante la Mini-Plenaria di giovedì?

R. Le istituzioni, cioè Parlamento e Consiglio dei ministri delle Tlc, stanno cercando un accordo sulla proposta di regolamento formulata dalla Commissione europea, come si dice nel gergo comunitario, "in prima lettura". Questo significa raggiungere un accordo informale su di un testo che poi possa essere adottato formalmente da entrambe le istituzioni. Ma questo significa anche comprimere in qualche settimana discussioni che di solito si protraggono per mesi. Un certo ritardo rispetto alle previsioni più ambiziose è normale.

D. Su quali punti è mancato un accordo?

R. Tutti hanno bisogno di più tempo. Il Parlamento ha avanzato una proposta e il Consiglio la sta esaminando. Lunedì e martedì prossimi ci saranno altre riunioni. I punti in discussione vanno dalle modalità di adesione alla tariffa di protezione del consumatore ai tetti per il costo delle telefonate fatte o ricevute negli altri paesi dell’Unione europea. Commissione e Parlamento spingono perché venga applicata automaticamente all’utente una tariffa inferiore ai tetti massimi fissati dal regolamento e che l’utente abbia poi la possibilità di scegliere successivamente altre tariffe offerte dagli operatori (meccanismo di "opt out"). La maggioranza dei ministri delle Tlc dei Ventisette sembra invece preferire che la tariffa di protezione del consumatore sia applicata esclusivamente a quegli utenti che ne hanno fatto esplicita richiesta (meccanismo di "opt in"). Si discute anche dei tempi di applicazione del regolamento, sui tetti massimi da applicare alle tariffe e sul loro andamento nel tempo.

D. I consumatori potranno fare lunghe chiacchierate sotto gli ombrelloni stranieri?

R. In caso di accordo la settimana prossima, il Parlamente europeo potrebbe confermarlo con un voto nel corso della sessione tra il 21 e il 24 maggio a Strasburgo e il consiglio Telecomunicazioni potrebbe dare la sua approvazione formale il 7 giugno a Lussemburgo. Ancora due o tre settimane e, fatte le necessarie verifiche linguistiche, il regolamento potrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed essere direttamente applicabile. Speriamo bene.

D. La proposta prevede un riesame del regolamento dopo due anni. Ciò significa che se in quel momento gli sviluppi del mercato mostreranno che il regolamento non è più necessario, la Commissione valuterà la possibilità di proporne l’abrogazione. E’ così?

R. Il Consiglio ed il Parlamento si stanno orientando per una soluzione un po’ diversa. Il regolamento dovrebbe decadere automaticamente tre anni dopo la sua adozione a meno che, su proposta della Commissione, il Parlamento ed il Consiglio decidano di prorogarlo.

D. Se il regolamento comunitario entrasse in vigore oggi quali sarebbero gli effetti per i consumatori?

R. Entro qualche settimana ogni utente riceverebbe dal proprio operatore un’informazione sulla nuova tariffa disponibile ed il costo delle telefonate fatte o ricevute in viaggio attraverso l’Unione europea scenderebbe enormemente, in alcuni casi fino al 70%. Questo sarebbe molto importante per i quasi 150 milioni di cittadini europei che fanno spesso chiamate duranti i loro viaggi all’estero. Finalmente, anche nella telefonia mobile cadrebbero le frontiere.

Per approfondimenti, visita l’archivio della rubrica Parla l’Europa

 

 

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