PARLA L’EUROPA. Contaminazione ogm nel bio. Hc intervista Marco Contiero, Greenpeace Europa

BRUXELLES. L’Italia è il quarto produttore mondiale e primo nella UE di derrate biologiche. Da sola conta un terzo delle imprese biologiche europee (49.859) e un quarto della superficie bio dell’Unione ( 1.067.101,66 ettari). Il primo quadro normatico comunitario per l’agricoltura biologica risale al regolamento 1092/91. Visto il marcato sviluppo dell’agricoltura ecologica, la Commissione europea ha intrapreso una revisione di questo quadro normativo. Con i principi e le norme di produzione formulate nella proposta sono fissati i requisiti essenziali per definire la produzione ecologica e il contrassegno di prodotti bio. L’attuazione di questi principi richiederà però ancora norme di attuazione e numerose ulteriori decisioni come per esempio l’ammissione di ingredienti e sostanze che possono essere impiegati in prodotti biologici.

Il Parlamento europeo ha dato il via libera, a larghissima maggioranza, al regolamento comunitario che riguarda l’etichettatura dei prodotti biologici, limitando la soglia di contaminazione accidentale allo 0.1%, ossia il minimo tecnicamente rilevabile. Uno zero tecnico che, quindi, esclude ogni possibile presenza di ogm nei prodotti biologici. Il Parlamento chiede che venga eliminato il principio di "intenzionalità" proposto della Commissione secondo cui gli OGM non devono essere "intenzionalmente" utilizzati nella produzione e nella trasformazione di prodotti bio.

HC INTERVISTA MARCO CONTIERO, RESPONSABILE EUROPEO GREENPEACE PER LA CAMPAGNA CONTRO GLI OGM (Per approfondimenti visita l’archivio delle rubrica PARLA L’EUROPA)

D: Quale è il parere di Greenpeace sul voto?

R: Greenpeace è soddisfatta del voto del Parlamento Europeo in quanto ha mandato un forte segnale politico alla Commissione ed al Consiglio dei ministri europei, affermando che la presenza di OGM nei prodotti biologici non puo’ essere accettata nemmeno quando si tratta di contaminazione accidentale. Accettare una soglia di contaminazione dello 0.9% significherebbe infatti porre a rischio l’intero settore del biologico. Nonostante questa soglia si riferisca, formalmente, alla presenza accidentale e tecnicamente inevitabile di materiale transgenico, dal punto di vista pratico tale soglia viene intesa dalla Commissione Europea e da molti stati membri come il valore di contaminazione accettabile. Se, dunque, si dovesse applicare la soglia dello 0.9% anche ai prodotti biologici dal lato pratico se ne accetterebbe la contaminazione da materiale transgenico. Greenpeace è dunque contenta di questo voto perchè l’Aula ha ha dimostrato di voler sostenere l’agricoltura biologica anziche’ metterla a rischio ed ha seguito la scelta dei consumatori europei che si son sempre dimostrati disposti a spendere di più perchè convinti della qualità dei prodotti biologici e perchè convinti dell’assenza non solo di ogm ma anche dell’uso irrazionale di pesticidi, erbicidi e di effetti indesiderati sull’ecosistema. Ricordo infatti che secondo uno studio di Eurobarometro, il 70,9% dei consumatori europei sono contrari alla commercializzazione di alimenti geneticamente modificati.

D: Lunedì il Consiglio dei Ministri dell’agricoltura voterà sul regolamento. Cosa possiamo aspettarci?

R: Penso che alcuni Stati Membri, come Germania, Francia, o i nordici, non saranno d’accordo con il voto del Parlamento che vuole limitare la soglia di contaminazione accidentale allo 0.1%. Berlino ad esempio si opporrà con forza a questo emendamento perchè la Germania teme, ad avviso di Greenpeace sbagliando, che i prezzi degli alimenti biologici possano subire un rialzo a causa di possibili costi dovuti alle misure atte ad evitare la contaminazione da OGM. Lunedì potrebbe quindi essere adottato un regolamento che prevede per il bio una soglia di contaminazione accidentale di ogm fino allo 0,9%.

D: Gli gricoltori e i consumatori che non intendono utilizzare OGM si devono preoccupare?

R: Il consumatore italiano può e deve restare tranquillo perché i prodotti bioligici continueranno a mantenere, almeno nell’immediato, le stesse qualità e le stesse caratteristiche che hanno adesso. Se infassi Bruxelles approvasse un regolamento con soglie di tolleranza più alte, questo non rappresenterebbe un pericolo per la sicurezza alimentare che rimane comunque garantita da norme sicure e rigide. Si tratterebbe piu’ che altro di una sconfitta politica per tutto quel variegato fronte di consumatori, amministrazioni statali e locali, societa’ civile ed associazioni agricole che non intendono mangiare, coltivare o commerciare OGM. Consentire soglie di tolleranza per la contaminazione da prodotti transgenici e’ una scelta sbagliata, specie se si considera che tali soglie verranno ‘riviste’ ed aumentate di continuo come accade ed e’ sempre accaduto per molte altre fonti di contaminazione

D: Perchè sarebbe una sconfitta politica?

R: Sarebbe la dimostrazione che manca la volontà dell’Europa di condurre una campagna seria contro gli ogm. Se passasse la soglia dello 0,9% questo sarebbe un segnale debole della politica di fronte alle grandi pressioni dei produttori di Ogm e dell’amministrazione Bush in particolare.

D: Cosa rispondete a chi dice che applicare al bio una soglia di tolleranza degli Ogm più rigorosa di quella in vigore per i cibi convenzionali comporterebbe sicuramente un sovraccosto?

R: Su questo punto occorre fare una precisazione perchè si accusa spesso l’agricoltura biologica di essere molto cara, ma è importante sottolineare che la stragrande maggioranza dei rincari per I prodotti agricoli avviene durante il processo di distribuzione. Se infatti una mela costasse al produttore 10 centesimi, il prezzo, centinaia di volte superiore, che il consumatore si trova a pagare al supermercato e’ essenzialmente dovuto ai costi di una filiera produttiva eccessivamente lunga e poco controllata. Il costo finale che il cliente paga risente dei costi di raccolta, lavatura, trasporto, immagazzinamento, e dei numerosi altri passaggi che il prodotto deve fare prima di giungere al consumatore finale, non certo per i pochi centesimi dovuti all’applicazione di serie misure di controllo da parte del produttore.

L’unico costo che i produttori di prodotti biologici dovrebbe pagare in più (non i coltivatori, i quali sono esenti da tali costi) è quello che servirebbe per evitare contaminazioni da Ogm nelle fasi di trasporto. Ad esempio, per importare mais non transgenico o biologico dal Brasile il produttore dovrebbe pagare di più per assicurare che il trasporto sia segregato. La contaminazione di prodotti non transgenici (sia convenzionali che biologici) con OGM puo’ infatti avvenire anche durante le fasi del trasporto e della raccolta, non solo durante la coltivazione, con gravi conseguenze economiche sia per l’agricoltura biologica che per quella convenzionale.

D: Nonostante il voto dell’aula, rimangono delle zone d’ombra pericolose?

R: Credo sia necessario garantire che i prodotti acquistati siano biologici al 100% e per questo è necessario stabilire chiare regole comuni per l’etichettatura affinché i consumatori siano informati sulla provenienza dei prodotti e sappiano secondo quali standard di qualità questi prodotti sono stati immessi sul mercato. Gli alimenti biologici (riconoscibili da apposita etichettatura associata al bollino di uno degli enti certificatori autorizzati) offrono e devono continuare ad offrire garanzie per quei consumatori che vogliono evitare gli OGM.

La normativa europea impone l’etichettatura di ingredienti, additivi ed aromi contenenti materiale transgenico (quali mais e soia): le aziende alimentari sono oggi tenute ad indicare nell’etichetta "prodotto a partire da (soia/mais) geneticamente modificato" in tutti i prodotti che contengono oltre lo 0.1% di ingredienti geneticamente manipolati.

 

 

 

 

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