PARLA L’EUROPA. Entro 2007 taglia europea a cinque cifre. HC intervista Ferretti (CEN)

BRUXELLES. Giungla di taglie addio! Già a partire dalla fine del 2007 potrebbe essere possibile trovare nelle boutique capi d’abbigliamento con la taglia unica europea. E entro tre anni potrebbe sparire del tutto quella marea di taglie che cambiano da paese a paese. A darne l’annuncio è Chiara Ferretti, delegata italiana Unitex al Comitato europeo di normalizzazione (CEN).

E’ infatti in arrivo da Bruxelles una norma che definisce il sistema di codificazione unico per le taglie europee, identificata come En 13402, "Sistema di designazione delle taglie di abbigliamento". La norma si articola in 4 parti di cui le prime tre sono già state approvate dal Comitato Europeo di Normalizzazione (Cen) e recepite dagli enti nazionali di normazione (in Italia Unitex). In ottobre è atteso il voto sulla quarta e ultima parte della norma, quella che riguarda la definizione di un sistema europeo di designazione degli indumenti, ovvero un codice standard europeo che identificherà la taglia, facilitando la corrispondenza tra un capo d’abbigliamento e la conformazione fisica dell’acquirente.

Help Consumatori ha intervistato Chiara Ferretti, delegata italiana Unitex al Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e di CAD Modelling Ergonomivs.

D. Innanzitutto da cosa nasce l’esigenza di una codificazione standard delle misure dei capi di abbigliamento, uguale nei diversi Paesi.

R. Quattro dei 135 milioni di individui con gravi problemi di peso sono italiani e per il 35% si tratta di bambini. Molte fasce di consumatori, spesso con un notevole potere d’acquisto, non entreranno mai in una taglia 40 o 42. L’abbigliamento oggi non è costruito intorno al consumatore, ma è un prodotto per il quale al consumatore è richiesto un adattamento, spesso a carissimo prezzo: la propria salute. Le modificazioni antropometriche avvenute in Europa (siamo molto più alti e molto più grassi di 50 anni fa), hanno reso necessaria una nuova classificazione del volumi del corpo necessari alla codifica delle taglie. Anche perché i diversi sistemi di misurazione esistenti nei Ventisette sono troppi.

D. Quando nasce il progetto?

R. In una babele di numeri ed etichette diverse per ogni paese europeo, il CEN ha costituito dieci anni fa un gruppo con l’obiettivo di creare un un progetto di normalizzazione, l’EN 13402 , chiamato anche "Sistema di designazione delle taglie di abbigliamento", che partendo dalle nuove misure antropometriche renda possibile un codice unico per favorire gli scambi e gli acquisti in paesi diversi dal proprio. Il progetto è stato affidato a un gruppo composto da esperti delegati dai vari Enti nazionali di unificazione (in Italia UNITEX, federato UNI, per il Tessile). Il gruppo nasce su richiesta di un gruppo di aziende leader nella vendita di abbigliamento per corrispondenza, con un enorme quantitativo di resi dovuti alla cattiva interpretazione delle vecchie "taglie" e la loro arbitraria traduzione nei diversi paesi europei. Un’armonizzazione delle misure d’abbigliamento a livello europeo avrebbe rappresentato un vantaggio enorme: stesso linguaggio, minor spazio lasciato all’interpretazione delle singole aziende, facilità negli ordini da parte di consumatori appartenenti a paesi diversi.

D. Sono chiari quindi i vantaggi per le aziende. Ma quali saranno quelli per i consumatori?

R. Scopo del gruppo è realizzare un codice che, oltre a sostituire nella UE la varietà dei sistemi esistenti, fosse in grado di fornire al consumatore riferimenti più concreti di semplici indicazioni generiche (Small, Medium, Large) o di una successione di numeri tali da indicare una gradazione astratta delle misure. S arà molto più facile, in tutta Europa, da Londra a Bruxelles, da Lisbona a Praga, trovare abiti della propria taglia. Senza bisogno di calcoli e calcolatrici.

D. E poi gli europei ne guadagneranno anche in salute… Ci spieghi meglio…

R. Il nuovo "Sistema di designazione delle taglie di abbigliamento" ha anche l’obiettivo di aggiornare la reale percezione del corpo umano del ventesimo secolo. La Spagna in questo è all’avanguardia: i rappresentanti di grandi gruppi di moda come Inditex, Mango, Cortefiel, El Corte Inglés, l’associazione di disegnatori di moda e il ministro della sanità Elena Salgano si sono riuniti per studiare la tipologia fisica dei cittadini e per per offrire una fotografia della società più realistica. Stop al modello anoressico, basta inseguire l’ideale del corpo scheletrico. E soprattutto via dagli scaffali quelle taglie extra small che non fanno che aumentare il senso di frustrazione di consumatori e consumatrici.

D. Cosa prevede la norma EN 13402?

R. La norma si articola in quattro parti: tre sono già state approvate dal Comitato Europeo di Normalizzazione (Cen) e recepite dagli enti nazionali di normazione (in Italia Unitex). Queste riguardano i principi generali e le procedure di misurazione del corpo umano, la definizione delle misure Primarie e Secondarie per la definizione del capo d’abbigliamento, le misure antropometriche e gli intervalli di riferimento. Attualmente siamo lavorando alla quarta e ultima parte della norma che riguarda la definizione di un sistema europeo di designazione degli indumenti, ovvero un codice standard europeo che identificherà la taglia, facilitando la corrispondenza tra un capo d’abbigliamento e la conformazione fisica dell’acquirente. Una volta raccolte tutte le informazioni era infatti necessario elaborare un sistema che fosse al tempo semplice da informatizzare e comprensibile per il consumatore. Le prime ipotesi di lavoro si imponevano un codice a 3 cifre, ognuna delle quali avrebbe codificato una diversa misura del corpo umano. Ma, il codice a 3 cifre tuttavia non conteneva alcun riferimento diretto alle misure del corpo umano e risultava pressoché incomprensibile per il consumatore; 323, ad esempio, avrebbe indicato un indumento adatto per una persona con circonferenza torace di 90-94 cm, fianchi 100 e altezza 176…Troppo astratto…

D. Come si leggerà allora la nuova taglia?

R. Si è optato quindi per un nuovo codice a cinque cifre su cui si sta attualmente lavorando. La bozza sarà poi sottoposta agli enti di normazione nazionali per l’usuale procedura di inchiesta, e la definitiva pubblicazione. Le prime tre posizioni saranno rappresentate dalla cosiddetta misura primaria, cioé la misura fondamentale di quel capo (torace o fianchi) espressa in centimetri; la quarta posizione codificata con una lettera rappresenterà una misura secondaria (il giro vita), mentre la quinta posizione si riferisce all’altezza, anch’essa indicata con una lettera. Tutte le informazioni sono poi raccolte su un pittogramma per facilitare la lettura del codice da parte dei consumatore.

La nuova codificazione delle taglie per l’abbigliamento destinato agli adulti sarà un codice composto da 5 elementi (digit), ovvero: l’altezza, identificata da una lettera (1 digit); la misura primaria, o fondamentale per quel capo (es. torace o fianchi), espressa in centimetri (3 digit); una misura cosiddetta secondaria (es. il girovita) codificata con una lettera (1 digit). Un esempio di etichetta europea per capi femminil sarà: SIZE: 088 064 172 092 In questo caso il codice per una giacca o per un abito sarà 088FH (busto+fianchi+altezza). Mentre il codice per una una gonna sarà 064FH (vita+fianchi+altezza). Tabelle diverse sono previste per indumenti che necessitano di informazioni particolari, come jeans, biancheria intima e costumi da bagno con le coppe o camice da uomo. Calzini, guanti e cappelli, saranno etichettati con la misura di piedi, mani e testa, espressa in centimetri.

Il nuovo codice per l’abbigliamento destinato ai bambini sarà invece composto da 4 elementi. Le prime tre cifre rappresentano l’altezza, espressa in centimetri e già normalmente indicata sulla maggior parte delle etichette. La quarta, una lettera che rappresenta il busto o la vita, a seconda del capo di riferimento: una indicazione che si è resa necessaria dall’aumento di bambini dalla conformazione fisica robusta. Questa ulteriore indicazione si è resa necessaria a causa dell’incremento di bambini dalla conformazione fisica robusta. Sono previste tabelle diverse per maschi e femmine; entrambe adottano il principio sopra indicato

D. Quando sarà adottata la quarta parte e quando i consumatori europei potranno trovare le prime etichette con il codice standard europeo?

R. La prossima riunione del gruppo si terrà a Sofia il 26 Ottobre. Se la versione finale della quarta parte sarà approvata, inizierà in quel momento il suo percorso ufficiale, ovvero: procedura d’inchiesta e voto ponderato dei vari paesi europei. Italia, Francia, Germania e Inghilterra hanno il voto ponderato di maggior peso. Segue immediatamente la Spagna, poi tutti gli altri paesi membri. Già a partire dalla fine del 2007 potrebbe essere possibile trovare nelle boutique capi d’abbigliamento con la taglia unica europea. E entro tre anni potrebbe sparire del tutto quella marea di taglie che cambiano da paese a paese.

A cura di Sabina Pignataro

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