PARLA L’EUROPA. HC intervista Paolo Costa, presidente Commissione Trasporti Parlamento Ue

Parlamento e Consiglio europeo sono impegnati nella ricerca di un terreno comune sulla proposta di regolamento che la Commissione europea ha formulato in risposta ai reclami ricevuti da parte di cittadini europei riguardo alla qualità inadeguata del servizio fornito dalle imprese di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri.Gli eurodeputati, in particolare, intendono ampliare il campo delle garanzie per tutelare non solo i passeggeri del trasporto internazionale ma anche quelli del trasporto ferroviario nazionale. Potrebbero quindi esserci grosse novità in arrivo per i consumatori tra otto settimane, se il Consiglio (altro colegislatore) e il Parlamento giungeranno a un compromesso nella procedura di conciliazione. Nessuna possibilità, invece, sulla richiesta di liberalizzazione di tutti i servizi ferroviari, che non ha raccolto sufficienti consensi da parte dei deputati. Abbiamo sentito Paolo Costa, presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo.

D. Quali sono le richieste che gli europarlamentari presenteranno ai ministri dell’Ue per la tutela di chi viaggia su treni?

R. In un’area in cui l’Unione Europea sta dando un valore aggiunto concreto, dopo aver creato regole che difendono i passeggeri aerei, noi vorremmo fare lo stesso con i passeggeri del treno. Vorremmo fare in modo che se un treno arriva in ritardo ci siano delle regole chiare su chi si assume la responsabilità e vorremmo che gli effetti dei disservizi non si concretizzassero solo nell’offerta di un buono per il viaggio successivo ma avessero invece delle conseguenze pecuniarie. Inoltre molti degli Stati Membri vorrebbero che queste garanzie si applicassero solo alle tratte internazionali, noi chiediamo che vengano applicate a tutte le tratte.

D. Quale potrebbe essere una conseguenza?

R. Immaginiamo che un passeggero viaggi sul treno che da Milano va a Chiasso. Fino ad ora se il treno è in ritardo e il passeggero scende a Como non viene rimborsato, se invece scende oltre la frontiera allora sì. Questa è una discriminazione che noi non vogliamo continui ad esistere.
Con il voto di oggi eliminiamo le distinzioni che attualmente esistono tra passeggeri che viaggiano su tratte ferroviarie internazionali o nazionali regionali o locali.

D. Ci sono delle novità anche in caso di ritardo dei treni?

R. Gli eurodeputati sono d’accordo sulla proposta del Consiglio di rimborsare ai passeggeri il 25 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti e il 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. Tali indennità’ andranno corrisposte ai passeggeri entro un mese dalla domanda di rimborso, e non 14 giorni come invece richiesto dal Consiglio.

D. E per le persone a mobilità ridotta e disabili?

R. I servizi di trasporto ferroviario di passeggeri dovrebbero andare a vantaggio di tutti i cittadini. Di conseguenza, le persone a mobilità ridotta dovrebbero poter accedere al trasporto ferroviario a condizioni comparabili a quelle degli altri cittadini. Così come avviene per il trasporto aereo, i deputati chiedono che un’impresa ferroviaria o un tour operator, salvo determinate eccezioni, non rifiutino di accettare una prenotazione o di emettere un biglietto. E che soprattutto offrano questi servizi senza costi aggiuntivi.
Infine il Parlamento chiede che non vi siano limiti finanziari di responsabilità dell’impresa ferroviaria in caso di morte o lesioni fisiche di un passeggero.

D. L’europarlamento ha approvato la proposta di una certificazione europea unica per i macchinisti. In cosa consiste?

R. Il primo effetto di questa proposta è che il macchinista che conduce un treno che attraversa una frontiera europea non deve scendere e cedere il posto al collega dell’altro Stato una volta giunto al confine ma può proseguire perché gli viene riconosciuta e certificata la propria competenza anche dall’altro Stato Membro. Questo sarò possibile attraverso l’introduzione di una sorta di "licenza europea " per i macchinisti.

D. Il mercato europeo si è aperto però sul fronte dei trasporti su strada, trasporto aereo, marittimo, fluviale e ferroviario per quanto riguarda il trasporto merci. Perché a livello comunitario non è accaduto lo stesso nel trasporto ferroviario dei passeggeri?

R. E’ prevalsa la preferenza a coltivare piccoli orticelli, anche se a rischio aridita’, piuttosto che affrontare la concorrenza a dimensione europea, la sola che avrebbe garantito allo stesso tempo prezzi piu’ bassi e servizi migliori ai passeggeri dei treni dell’Unione europea’. Ci sono alcuni Stati Membri, in particolare Francia, Belgio, Olanda e Austria che difendono il proprio monopolismo statale perché temono la concorrenza. Ma noi non siamo di fronte a una concorrenza distruttiva ma sollecitativa. Per fortuna l’Italia non fa parte di questi stati miopi. Faccio un esempio: nella tratta che va da Verona a Monaco di Baviera agisce contemporaneamente per il trasporto merci sia una compagnia privata che le Ferrovie delle Stato. Bene questo ha fatto aumentare il traffico per tutti e si lavora meglio.

 

 

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