PARLA L’EUROPA. Roaming, HC intervista Colasanti, Direzione società dell’informazione

BRUXELLES. Entra nel vivo in Europa il dibattito sulle misure per calmierare le tariffe del roaming internazionale. Attualmente le tariffe per chiamare dall’estero verso il proprio Paese e viceversa sono da tre a dieci volte superiori a quelle praticate nei singoli Paesi: secondo i dati di Eurobarometro, che ha condotto un sondaggio subito dopo le scorse vacanze estive, per una chiamata di 4 minuti in roaming, un utente paga ancora tra i 4 e 6 euro, per superare in alcuni casi i 12 euro. Lo scorso luglio la Commissione europea ha avanzato un proposta di regolamento con l’obiettivo di conseguire importanti riduzioni nelle tariffe di roaming per i cittadini che si spostano all’interno dell’Ue. Il meccanismo scelto per conseguire tale obiettivo consiste nell’applicazione agli operatori di limiti tariffari massimi per la fornitura di servizi di roaming per le chiamate vocali tra gli Stati membri, sia al dettaglio che all’ingrosso. La proposta della Commissione prevede una tariffa massima di 49 centesimi al minuto per chiamate dall’estero e di 33 centesimi al minuto per le chiamate nazionali effettuate. La bozza attuale prevede poi che i tetti di 50 centesimi e 25 centesimi siano automaticamente ridotti del 5% rispettivamente dopo un anno e due anni dall’entrata in vigore del regolamento.

L’ultima proposta rivista presentata dalla presidenza tedesca della Ue prevede tetti leggermente più generosi per gli operatori e fissa a 0,50 euro per minuto il tetto per le tariffe sulle chiamate in uscita e a 0,25 euro per quelle ricevute dall’estero. Il Consiglio però sta pensando anche di lasciare all’utente l’opzione di scegliere se pagare per le chiamate internazionali la tariffa "di protezione del consumatore", con i price cap fissati dal regolamento europeo che scattano d’ufficio,o se invece optare per qualche altra formula tariffaria offerta da un operatore, se ritenuta più conveniente. Questa possibilità di scelta non esisteva nella proposta della Commissione.
Toccherà allora al Parlamento trovare il giusto compromesso e chiudere la partita già nel voto in programma nella sessione plenaria di maggio. Se poi ci sarà una delibera da parte dei ministri delle telecomunicazioni dei Ventisette Stati Membri dell’Ue, sullo stesso testo, il regolamento potrebbe entrare in vigore in estate. Lo scorso 23 gennaio il Parlamento europeo ha indetto un’audizione pubblica al fine di discutere la proposta della Commissione europea che richiede una rivisitazione dei prezzi all’ingrosso, ovvero i prezzi concordati fra gli operatori quando un cliente di un determinato operatore usa la rete di un altro, in un dato paese, così come dei prezzi al dettaglio, ovvero il prezzo che di fatto il cliente paga. Il relatore per la Commissione industria del Parlamento Ue, il democristiano austriaco Paul Ruebig, ritiene "realistico" tagliare le tariffe del roaming del 70%.

Si tratta comunque di misure ancora al vaglio degli europarlamentari che hanno ugualmente proposto soluzioni alternative, quali la realizzazione di una ‘Borsa’ di scambio dei minuti di roaming e la creazione di una tariffa standard, indicativa, battezzata ‘eurotariffa’, destinata ai consumatori che non hanno voglia di districarsi nella selva delle proposte tariffarie.
Quest’ultima formula è stata apprezzata dal Bureau européen des consommateurs (BEUC) che preferirebbe che gli operatori applicassero questa tariffa transeuropea di default, lasciando ai consumatori la possibilità di sceglierla o di preferire una formula più adatta alle proprie esigenze.

Anche il Gruppo regolatore europeo (ERG) che unisce i regolatori nazionali a livello europeo , un altro attore importante nella consultazione, ha chiesto che venga salvaguardata la concorrenza sostenibile, che dia effettivamente spazio a maggiore flessibilità anche nel lungo periodo.Il regolamento proposto, contiene anche misure per incrementare la trasparenza, obbligando gli operatori a informare i clienti del costo delle chiamate quando si è all’estero, il cosìddetto "sistema spinta", che fornisce informazioni al cliente sui prezzi in maniera automatica, sotto forma di messaggio, non appena si giunge in un altro paese.Secondo un recente rapporto dell’eurobarometro, l’alto costo di roaming è la ragione per la quale l’81% degli europei utilizzano di meno il telefonino quando sono all’estero. Il 15% degli utenti intervistati ha scelto di non portare con sé il proprio telefono in vacanza oppure di tenerlo spento. Il 21% utilizza esclusivamente messaggi di testo (SMS) quando di trova all’estero. Il 59% afferma che userebbe di più il telefono cellulare all’estero se i costi fossero più bassi: Il 43% circa degli utenti di telefonia mobile non ha ancora le idee chiare sui prezzi che paga per effettuare o ricevere chiamate all’estero.

L’intervista a Fabio Colasanti, titolare Direzione generale società dell’informazione della Commissione Ue

D. Il relatore per la Commissione industria del Parlamento Ue, Paul Ruebig, ritiene "realistico" tagliare le tariffe del roaming del 70%. Anche lei ne è convinto?

R. Questa percentuale e’ probabilmente realistica e credo che sarà possibile per l’utente raggiungere una simile riduzione che si potrebbe comportare risparmi per gli utenti di circa 5,4 miliardi di euro. Devo anche dire però da quando la Commissaria Reding ha pronunciato il suo primo discorso sulla necessita di ridurre le tariffe, lo scorso febbraio, alcune compagnie di telefonia mobile hanno iniziato ad offrire speciali pacchetti tariffari a determinati gruppi di clienti, facendo già registrare una riduzione di circa il 20%.
Per la maggior parte dei consumatori tuttavia i prezzi del roaming sono ancora il quadruplo rispetto a quelli per le chiamate mobili nazionali.

D. La presidenza tedesca dell’Ue sta pensando di lasciare all’utente la possibilità di scegliere se aderire o meno alla tariffa "calmierate". Cosa ne pensa?

R. Questa possibilità di scelta, che non esisteva nella proposta della Commissione, mi sembra una proposta interessante: sarà l’utente a scegliere se pagare per le chiamate internazionali la tariffa di protezione del consumatore, che la Commissione sollecita, con i costi massimi stabiliti dal regolamento o se invece optare per qualche altra formula tariffaria offerta che credo spingerà gli operatori a prevedere tariffe interessati per attirare l’utente.

D. Il Parlamento europeo insiste con molta forza sulla necessità di inserire tetti anche sulle tariffe degli sms e della trasmissione dati. Quale è il parer della Commissione?

R. Il commissario europeo per i media, Viviane Reding, è molto aperta sulla possibilità di estendere il regolamento agli sms, ma c’è ancora da sperare che gli operatori non si mettano in situazione di richiedere la minaccia di una normativa comunitaria, come invece è accaduto per le chiamate internazionali e agiscano spontaneamente per far calare le tariffe di questi servizi.

D. Quali sono le prossime tappe prima che si arrivi all’approvazione del regolamento?

R. Gli eurodeputati voteranno un documento durante la plenaria di maggio. Un altro appuntamento cruciale sarà il consiglio informale dei ministri Ue delle Tlc che si svolgerà ad Hannover il 15 maggio. Se ci sarà un accordo il regolamento potrebbe entrare in vigore certamente prima dell’estate, come auspicato dalla presidenza tedesca, da molti europarlamentari e dalla Reding. Ma probabilmente già prima dell’estate gli utenti potranno assistere ad ulteriori spontanee riduzioni da parte degli operatori".

 

 

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