PARMALAT. 63 rinvii a giudizio, MDC: “Inaccettabile il rimborso del 10% ai risparmiatori”

Oggi, a Parma, si è tenuta l’ultima udienza della fase preliminare del processo Parmalat. Il Gup Domenico Truppa ha rinviato a giudizio 63 imputati indagati per le vicende legate al crac dell’azienda di Collecchio. Oltre a Calisto Tanzi e Fausto Tonna, ex patron ed ex direttore finanziario del Gruppo, rinviati a giudizio con altri 21 nell’ambito del filone principale del processo, nell’elenco figurano anche il Presidente Cesare Geronzi e altri sette manager o ex manager di Capitalia, tra cui l’ex amministratore delegato della banca romana, Matteo Arpe, rinviati a giudizio nel procedimento che riguarda le Acque Ciappazzi. Infine, ammontano a 32 i rinvii per il filone relativo al turismo (Parmatour).

Il giudice Domenico Truppa, inoltre, ha riconosciuto alle Parti civili costituite nel processo Parmalat di Parma 40 milioni di euro per il danno morale, secondo il calcolo dell’avvocato Carlo Federico Grosso che rappresenta circa 32.000 risparmiatori del Sanpaolo-Imi. Il rimborso sarebbe stato riconosciuto nella percentuale del 10% dei soldi investiti dai risparmiatori che ammonterebbero quindi a circa 400 milioni di euro.

Soddisfatto dei rinvii a giudizio Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che ritiene però "inaccettabile la decisione del giudice di riconoscere ai risparmiatori truffati solo il 10% del valore dei titoli, che ammontano a oltre 400 milioni di €". "Questo è tanto più grottesco – aggiunge Longo – a fronte di un recupero pressoché totale realizzato dalle banche per le loro esposizioni nei confronti della Parmalat. Secondo i calcoli dello stesso commissario straordinario Bondi, inviata nelle scorse settimane al giudice di Milano, i crediti delle banche al momento del default sono stati recuperati integralmente e anzi in alcuni casi, come per la Deutsche Bank, addirittura sono passati da un credito di 154 mln di € ad un realizzo di 217 mln €, con un guadagno del 40% sull’esposizione. Così pure è stato per Unicredit (+24%) e Capitalia (+ 23%)".

Il Presidente di MDC chiede ai giudici di "considerare queste macroscopiche ingiustizie, tenendo anche conto del fatto che gli stessi istituti di credito sono stati responsabili in molti casi del collocamento dei titoli Parmalat a risparmiatori ignari del rischio e anche del fatto che tutti gli istituti si sono disfatti dei titoli in loro possesso al momento del crack inducendo i loro clienti a comprarli". Il Movimento Difesa del Cittadino ricorda ai risparmiatori, che ancora non lo avessero fatto, che possono costituirsi parte civile contro Tanzi e soci al momento dell’apertura del dibattimento.

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