PARMALAT. Al via udienza preliminare per il crac

È cominciata questa mattina nella periferia di Parma l’udienza preliminare del procedimento per il crac Parmalat che vede imputato l’ex presidente del Gruppo, Calisto Tanzi, oltre ad altre 63 persone. Per 44 di loro l’imputazione è associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e alla truffa. L’udienza, che questa mattina è stata interamente dedicata alla costituzione di parte civile, è stata aggiornata a domani mattina alle ore 10. In Tribunale erano presenti anche le rappresentanze dei consumatori.

Gli avvocati Claudio De Filippi e Francesco Luongo del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che si è costituito parte civile, hanno chiesto 500.000 euro di risarcimento per alcuni consumatori vittime del crac rivoltisi all’associazione. "MDC – spiega l’associazione in un comunicato – ha già ottenuto rimborsi dal 50 al 100% con la procedura della conciliazione, che ha permesso di risolvere numerose controversie tra i risparmiatori e le banche, in seguito alle crisi che hanno caratterizzato in questi ultimi anni il mondo finanziario italiano. Il Movimento – continua la nota – ha già chiesto al nuovo Governo che rapidamente venga ripreso in Parlamento il disegno di legge che introduce anche in Italia la class action, strumento fondamentale di tutela di fronte a truffe di massa, come nel caso di Parmalat".

Antonio Tanza, vicepresidente di Adusbef e legale di parte civile per molti consumatori nell’udienza, ricorda che oltre agli imputati, anche le banche hanno avuto una grande responsabilità nella creazione e nella diffusione di questi bond. Tanza ha anche spiegato che si opporrà a un’eventuale richiesta di costituzione di parte civile da parte delle banche. "Ci aspettiamo risarcimenti dal mondo bancario – ha affermato il vicepresidente dell’associazione – il cosiddetto tesoro di Tanzi è sempre rimasto nascosto. Quel che è certo è che ci sono tanti e tanti miliardi che sono stati incassati dalle banche".

In Tribunale era presente anche il Codacons, che rappresenta centinaia di risparmiatori traditi che chiederanno ai responsabili del crac milioni di euro di risarcimento. "Al processo – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – ci batteremo perché i cittadini che hanno perso tutti i loro risparmi vedano riconosciuti i propri diritti e riescano a ottenere equi indennizzi monetari".

Anche Confconsumatori fa sapere con una nota stampa di aver messo a punto il servizio di assistenza per la costituzione di parte civile dei risparmiatori vittime del default. I Dirigenti e i Legali dell’associazione spiegheranno ai presenti le modalità e i tempi per la costituzione in giudizio, illustreranno l’evoluzione della vicenda giudiziaria dal crack ad oggi, daranno conto anche dell’attività svolta in circa due anni e mezzo al fianco dei risparmiatori e dei risultati fin qui ottenuti.

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