PARMALAT. Gup di Milano rinvia a giudizio Bank of America

L’istituto di credito Bank of America (BoA) – coinvolto nel crack Parmalat e imputato in base alla legge 231 del 2001 – è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano Cesare Tacconi. L’udienza è stata fissata per il prossimo 23 gennaio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Il gup Cesare Tacconi ha disposto infatti il rinvio a giudizio di BoA – nel caso relativo al crack Parmalat – per omessi controlli in relazione a reati, quali l’aggiotaggio, di cui sono accusati, tra gli altri, anche due dipendenti dell’istituto di credito.

"Le accuse nei confronti di Bank of America sono esclusivamente di natura amministrativa. Non si tratta di accuse sanzionate penalmente. Non ci meraviglia la decisione in quanto analogo provvedimento è stato emesso dallo stesso giudice nei confronti di altre quattro banche coinvolte nel caso Parmalat", afferma in una nota BoA commentando il rinvio a giudizio.

"Quando il processo avrà inizio, siamo certi che le prove dimostreranno che le accuse amministrative nei confronti di BoA sono completamente infondate. BoA aveva già adottato un modello organizzativo adeguato. Come affermato in precedenza, durante tutte le operazioni con Parmalat BoA era certa di avere a che fare con una società forte, onesta e profittevole. Non eravamo a conoscenza della frode perpetrata da Parmalat e dai suoi organi direttivi", continua la nota della banca statunitense, precisando che, in ogni caso, non si tratta comunque di accuse sanzionate penalmente.

"Non ci meraviglia quindi la decisione in quanto un analogo provvedimento è stato emesso dallo stesso giudice nei confronti di altre quattro banche coinvolte nel caso Parmalat (vedere articolo del 13/06/07, ndr)", conclude la nota della banca USA a commento del rinvio a giudizio chiesto dal gup milanese.

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