PARMALAT. Milano, processo sospeso

La ripresa delle udienze nel processo in corso a Milano in relazione al crac Parmalat ha subito un’immediata battuta d’arresto. All’apertura dell’udienza del 20 settembre, i lavori sono stati sospesi e aggiornati al primo ottobre, dopo che il pm Francesco Greco ha chiesto ai giudici della prima sezione penale una sospensione motivata dalla necessità di decidere se – sulla base dell’analisi di alcuni documenti assicurativi valutati oggi – si profilano nuove responsabilità penali, tra le quali la truffa ai danni dello Stato, a carico del patron del gruppo Calisto Tanzi e di altri imputati.

Secondo il pm Greco, Tanzi e altri manager imputati nel procedimento milanese, avrebbero interposto fittiziamente, tra il 1999 e il 2003, la Banca Svizzera Gkb in alcune operazioni cosiddette esterovestite per non pagare le tasse.

A supportare le nuove ipotesi sarebbe un documento trovato tra gli atti relativi alla posizione degli ex dirigenti di Bank of America.

L’ipotesi di reato potrebbe in particolare essere contestata – secondo fonti finanziarie – ad alcuni manager di Bank of America, fra i quali Luca Sala, che avrebbero omesso il pagamento di tasse (imposte su depositi e interessi) in merito ad alcuni contratti di assicurazione.

Secondo quanto si è appreso, inoltre, l’ipotesi allo studio del Pm sarebbe emersa da alcune email scambiate nel 2002 tra i manager del gruppo bancario americano e quelli di Parmalat.

 

 

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