PARMALAT. Tribunale di Parma dice no a maxi processo, nuova udienza il 4 giugno

Ha preso il via questa mattina la seconda udienza del processo agli ex amministratori e sindaci della Parmalat nel centro congressi dell’auditorium Paganini di Parma alla presenza dell’ex patron del colosso di Collecchio, Calisto Tanzi, accompagnato dai suoi tre legali, Filippo Sgubbi, Giampiero Biancolella, Fabio Belloni. In apertura d’udienza l’avvocato Biancolella ha annunciato che quella odierna sarebbe stata "una giornata molto impegnativa". All’entrata del centro congressi intanto Tanzi è stato accolto al grido di "vergogna, vergogna, vergogna", da una risparmiatrice milanese venuta a rappresentare l’indignazione dei tanti piccoli investitori truffati dai bond dell’azienda Collecchio.

A tenere banco nell’udienza odierna è stata la decisione presa dal Tribunale di Parma – presieduto dal giudice Eleonora Fiengo – di non riunificare i vari filoni che compongono la monumentale inchiesta sul crollo della Parmalat, la multinazionale di Collecchio travolta dal crac nel dicembre del 2003. Non ci sarà quindi un maxi processo Parmalat e verranno tenuti divisi i due principali tronconi del processo: Parmalat e Parmatour. La presidente del collegio ha spiegato che la separazione dei procedimenti non pregiudica la capacità difensiva delle parti e anzi consente una definizione più rapida dei procedimenti di minor dimensione. L’ordinanza intende evitare "un gigantismo processuale – ha spiegato Fiengo – che potrebbe danneggiare anche le stesse parti". Sull’istanza di riunificazione – presentata dalla difesa di Calisto Tanzi e appoggiata anche dalla stragrande maggioranza delle difese degli altri imputati – il collegio ha spiegato che non esiste alcuna coincidenza in relazioni alle contestazioni mosse agli imputati nei diversi procedimenti.

"Gli episodi contestati – ha continuato Fiengo – non sono i medesimi anche se esistono delle reciproche interferenze". L’avvocato di Cesare Geronzi, Ennio Amodio ha chiesto che il procedimento Eurolat sia sospeso fino a quando la Corte di Cassazione non si sia espressa sulla impugnazione presentata dalla Procura di Parma nei confronti dell’ordinanza di rinvio a giudizio pronunciata dal Gup Roberto Spanò nell’aprile scorso. "La pendenza del ricorso in Cassazione – ha aggiunto l’avvocato Amodio – rende necessaria la sospensione di questo procedimento fino al momento in cui non si concluderà l’iter di fronte alla suprema Corte".

Il troncone principale – quello sulla Parmalat – è stato quindi aggiornato al 4 giugno prossimo e gli è stato accorpato il filone Ributti, la vicenda che riguarda l’ex avvocato di Calisto Tanzi, Michele Ributti. Nella stessa data, la Corte affronterà anche il filone Eurolat, che vede tra gli imputati Cesare Geronzi: per questo processo è stata chiesta la sospensione in attesa che la Cassazione si pronunci sul ricorso presentato dalla Procura di Parma. Su questo punto però il giudice Fiengo non si è pronunciata e ha rimandato qualsiasi decisione al 4 giugno prossimo.

Il processo che riguarda invece Parmatour, il ramo turistico della Parmalat, è stato invece aggiornato al 4 luglio prossimo, mentre il filone Ciappazzi resta invece fissato al 16 ottobre. Infine un altro filone si presenterà davanti al giudice monocratico: il vice tesoriere della Parmalat, Renato Trauzzi, imputato per la truffa alla Enil Rofactor, una società di sectoring bolognese, verrà processato il 24 giugno prossimo. Ieri intanto, nell’ambito del processo in corso a Milano sul crac Parmalat. la società di revisione Deloitte e Paola Visconti, nipote di Calisto Tanzi, hanno presentato istanza di patteggiamento della loro posizione (pena da un minimo di due mesi a un massimo di sei mesi, tutti in continuazione con la loro posizione processuale in giudizio a Parma).

L’88% dei risparmiatori danneggiati nel crac della Parmalat ha deciso di accettare il risarcimento proposto da Deloitte e Dianthus (la società che ha operato in Italia fino al luglio 2003 con il nome di Deloitte & Touche) e ritira di conseguenza la relativa costituzione di parte civile. Le due società di revisione – che hanno presentato ieri istanza di patteggiamento per aggiotaggio secondo la Legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società – hanno risarcito finora 11 mila posizioni di risparmiatori danneggiati su 23 mila per un totale di circa 8 milioni e 800 mila euro. I risarcimenti sono stati accordati in percentuale maggiore quanto più piccolo era l’investimento iniziale, una decisione che sembrerebbe esprimere la volontà di tutelare i piccoli risparmiatori.

 

 

 

 

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