PESCA. Dall’Ue norme più severe per proteggere gli squali

Squali più protetti con il piano adottato oggi dalla Commissione Ue. L’obiettivo è quello di garantire la conservazione degli stock degli squali, nelle zone in cui sono minacciati, fissando orientamento per la gestione sostenibile della pesca. Il piano comprende anche misure per ampliare le conoscenze scientifiche sugli stock di squali e sulla pesca di questa specie, per migliorare la raccolta dei dati e rafforzare il controllo del divieto di esportazione delle pinne, entrato in vigore nel 2003 e applicabile nelle acque comunitarie e a tutte le navi dell’Ue, indipendentemente dalle acque in cui pescano.

Il piano d’azione comunitario a favore degli squali si fonda su ampie consultazioni con gli Stati membri, con le parti interessate e con i cittadini, condotte nel 2007 e 2008, ed è articolato nei termini proposti dal piano d’azione internazionale per la conservazione e la gestione degli squali della FAO, adottato nel 1999.

"Gli squali sono molto vulnerabili allo sfruttamento eccessivo e le conseguenze del loro depauperamento possono essere molto gravi, non solo per la stessa specie, ma anche per gli ecosistemi marini e per i pescatori" Ha commentato così il Commissario Ue agli Affari marittimi e della pesca Joe Borg. "Ecco perché abbiamo elaborato il piano d’azione presentato oggi, il quale, oltre a rendere più rigoroso il principio precauzionale che deve guidare la gestione dei tipi di pesca in cui si catturano squali, sosterrà l’attività di ricerca ancora necessaria per capire appieno il ruolo svolto dagli squali nella vita dei nostri oceani e le ripercussioni che la pesca può avere su di essi" ha concluso Boerg.

Il piano investe tutti i pesci cartilaginei, non solo gli squali, ma anche le razze e le chimere, che nell’insieme rappresentano oltre 1 000 specie. Questi pesci sono presenti in tutti i mari e gli oceani, in particolare nell’Atlantico settentrionale, dove si concentra oltre il 50% delle catture di squali effettuate dai pescherecci comunitari. La pesca degli squali ha registrato un rapido aumento a partire dalla metà degli anni ’80, indotto da una crescente domanda di prodotti derivati (in particolare le pinne) e questo minaccia la conservazione della specie.

Uno studio recente realizzato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (UICN) indica che non meno di un terzo delle specie di squali catturate nelle acque dell’UE sono attualmente minacciate da un’eccessiva pressione di pesca.

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