PESCA. UE vara piano protezione tonno rosso e anguilla

BRUXELLES. L’Europa ha varato un vasto piano per la protezione del tonno rosso e per la salvaguardia dell’anguilla europea la cui sopravvivenza è in grave pericolo. Con l’accordo raggiunto oggi a Lussemburgo dal Consiglio dei ministri dell’Ue ( per l’Italia ha partecipato il ministro alla pesca e all’agricoltura Paolo De Castro) l’Europa può dotarsi di un piano pluriennale per la ricostituzione degli stock di tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo e recepire nel proprio ordinamento le raccomandazioni della Commissione internazionale per la protezione dei tonnidi (Iccat), in parte modificate per tener conto anche esigenze e delle difficoltà dei pescatori europei. (LINK)

Sul tonno, l’Italia ha portato a casa una vittoria importante: come richiesto da Roma, l’obbligo di rispettare una nuova taglia minima nella pesca del tonno rosso (non piu’ 10 kg bensì 30) scatterà solo dal 30 giugno (cioè a stagione praticamente conclusa). Questo permetterà ai pescatori di non dover modificare le condizioni di pesca nel corso dell’attuale stagione.

Tra le modifiche introdotte su richiesta dell’Italia, c’è la possibilità di accordare compensazioni a favore degli armatori e del personale imbarcato per i periodi di fermo obbligatorio della pesca. Inoltre, Bruxelles ha messo sul tavolo una proposta attesa dall’industria di trasformazione dei prodotti ittici per fronteggiare la crescente concorrenza asiatica, che fissa un contingente autonomo per l’importazione dai paesi terzi di filetti (‘loins’) di tonno a dazio agevolato (dal 24% al 6%) nel triennio 2007-2009.

Per quanto riguarda l’anguilla, al termine di due anni di confronti, i ministri della pesca europei hanno raggiunto un compromesso che permetterà di attuare un piano ambizioso contro l’estinzione dell’anguilla europea il cui novellame è in grave pericolo. Bruxelles si è anche impegnata a proporre restrizioni al commercio internazionale dell’anguilla europea nel pieno rispetto degli obblighi che l’Ue ha assunto nel quadro della Wto. In concreto Bruxelles potrà chiedere il blocco dell’export di anguille europee – ad esempio verso paesi come la Cina – con un impatto positivo sui prezzi del novellame destinato all’acquacoltura europea.

 

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