POSTE. Antitrust: senza Autorità indipendente liberalizzazione a rischio

Verso la liberalizzazione del servizio postale: l’Antitrust sottolinea che senza un Regolatore realmente indipendente, che agisca in base al principio dell’imparzialità, è a rischio la concorrenza. In una segnalazione inviata al Parlamento e al Governo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sottolineato infatti che "senza un Regolatore realmente indipendente e imparziale la completa liberalizzazione dei servizi postali rischia di partire con il freno tirato". L’Autorità contesta il modello di Agenzia scelto nella bozza di decreto varato dall’Esecutivo e ora all’esame delle Camere per il parere.

Secondo l’Antitrust, afferma una nota, "il compito di vigilare sul percorso della liberalizzazione del settore postale viene affidato dal decreto a un organismo che, per espressa disposizione di legge, opera al servizio delle Amministrazioni Pubbliche ed è sottoposto ai poteri di indirizzo e di vigilanza di un Ministro, il quale ne definisce anche le funzioni, la struttura organizzativa e le modalità di finanziamento. L’Agenzia non potrebbe così qualificarsi neanche indipendente dagli operatori postali, visto che Poste Italiane, attuale fornitore del servizio universale e in posizione dominante nella gran parte dei mercati interessati, è una società a partecipazione pubblica totalitaria". Per l’Autorità sono invece fondamentali indipendenza e imparzialità con le quali si dovranno adottare i provvedimenti necessari per promuovere la concorrenza nei mercati postali: "L’attribuzione delle funzioni regolatorie all’Agenzia anziché ad un’Autorità Indipendente non è inoltre conforme alle indicazioni europee", continua l’Autorità, che esprime inoltre perplessità anche sulla "mancata previsione di misure fondamentali per consentire la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore postale quali l’affidamento del servizio universale con procedure di evidenza pubblica, la revisione del suo perimetro e l’abolizione della riserva postale".

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