POSTE. Chiusura piccoli uffici postali, ANCI chiede incontro con Governo e azienda

Poste ha avviato il processo di rimodulazione e circa 14mila piccoli uffici postali rischiano di sparire. La notizia apparsa oggi su La Repubblica ha subito trovato la reazione dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) che chiederà un incontro immediato con il Governo e con i vertici di Poste S.p.A. ”per definire una volta e per tutte il ruolo ed il futuro di questa azienda”, ha detto Secondo Amalfitano, Coordinatore della Consulta Nazionale ANCI dei Piccoli Comuni.

”In nome del servizio pubblico che svolge – ricorda Amalfitano – Poste SpA ha sempre chiesto ed ottenuto una serie infinita di privilegi e agevolazioni che puntualmente le sono stati concessi. Oggi leggiamo con rabbia, ma senza sorpresa, che Poste intende ancora più migliorare i profitti e gli utili, a scapito di quelle realtà che l’azienda ritiene non remunerative. Parliamo – spiega il Coordinatore ANCI dei Piccoli Comuni – degli sportelli che dovrebbero servire i Comuni di minore dimensione demografica, e che vengono valutati da Poste con schemi rigidi basati su rigorosi parametri economici”.

”Riteniamo – prosegue il coordinatore della consulta ANCI– che sia giunto il momento di dire basta a tutto questo, ed avviare un serio processo di riflessione sul concetto di ‘servizio pubblico’. Le aziende ed i privati non possono godere di uno status privilegiato quando si tratta di chiedere ed ottenere in nome del servizio pubblico erogato, per poi sfoderare i sani principi dell’ortodossia aziendale privata quando sono chiamate a dare. E’ da anni che i Comuni attraverso l’ANCI hanno dato la loro disponibilità a trovare soluzioni valide per entrambi, lo abbiamo scritto in un protocollo d’intesa sottoscritto con Poste nel novembre 2002, lo abbiamo ribadito nel corso dell’audizione avuta il 13 Dicembre 2005 presso la IX Commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni della Camera. Ora e’ il momento di porre fine ad una querelle che dura da troppo tempo e che vede peggiorare sempre più il servizio pubblico che Poste eroga nei Piccoli Comuni d’Italia”

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