POSTE. Continui ritardi nelle consegne. Piemonte vittima del software Geopost

Novantanove chili di posta in sei ore. È questo il carico che Geopost, il software di Poste Italiane, affida quotidianamente a ogni singolo portalettere, calcolando un tempo di consegna per missiva di venti secondi. E in Piemonte ormai è il disastro. L’evidente sovraccarico dei postini sta, infatti, provocando crescenti ritardi nelle consegne con disagi enormi ai cittadini e affanno inaccettabile per i dipendenti, che non hanno neanche più il tempo per mangiare o per i bisogni fisiologici.

Il caso più clamoroso salito agli onori della cronaca è quello del piccolo comune di Villastellone in provincia di Torino. Dall’autunno scorso, cioè da quando la gestione locale della corrispondenza è stata accorpata a quella del Geopost della vicina Moncalieri, infatti, in questo paesino la consegna è diventata tanto irregolare da far saltare addirittura due gare d’appalto. "Circa la metà delle venti raccomandate inviate dai partecipanti – spiega il sindaco Giovanni Pollone – erano andate smarrite. Abbiamo dovuto annullare tutto". E minaccia: "Chiederemo i danni".

Ma la situazione potrebbe essere addirittura più grave di quanto sembra: secondo quanto ha dichiarato oggi al quotidiano La Stampa il segretario regionale per i lavoratori postali della Cisl Mauro Armandi, infatti, in Piemonte ci sarebbero circa 30 tonnellate di posta in giacenza.

Per la sede torinese del Movimento Difesa del Cittadino questa situazione è inaccettabile. Già più di due settimane fa, quando il problema ha cominciato a emergere, l’avvocato Simona Lonterni aveva dichiarato per MDC: "È davvero inconcepibile quanto sempre più spesso accade agli utenti delle Poste. Tutte le persone vittime di disservizi dovrebbero presentare formale reclamo. Poste Italiane S.p.a. ha, infatti, un tavolo di conciliazione paritetico con le associazioni di consumatori, come MDC. Casi di pacchi spediti e mai arrivati così come di raccomandate perse sono tutte vertenze che possono trovare una soluzione in sede di conciliazione. In certe circostanze le semplici scuse non sono sufficienti".

Comments are closed.