POSTE. Disservizi Poste Italiane, Procura di Roma apre un fascicolo

I disservizi di Poste Italiane legati al cambio del software, che dal 1° giugno stanno creando non pochi problemi ai cittadini, finiscono in mano alla giustizia. La procura di Roma ha, infatti, aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati. L’iniziativa, affidata al procuratore aggiunto Nello Rossi del pool reati informatici, punta a chiarire se in questa vicenda ci siano profili di tipo penale; la Polizia postale è stata incaricata di compiere accertamenti sulla vicenda, verificando se ci siano state intrusioni o danneggiamenti dolosi al nuovo sistema software o interruzione del pubblico servizio. Il fascicolo è composto per il momento da articoli di stampa e nessuna denuncia da parte di cittadini o Associazioni dei consumatori.

Domani, intanto, Poste Italiane incontrerà i rappresentanti di tutte le Associazioni dei consumatori per aprire un tavolo di Conciliazione e discutere le modalità di risoluzione dei problemi e dei rimborsi agli utenti che hanno subito dei disagi.

L’azienda, dal canto suo, fa sapere che i servizi online, i 6 mila sportelli automatici per il prelievo e i terminali Poste Self (le apparecchiature automatiche per il pagamento self service dei bollettini di conto corrente), funzionano regolarmente. E che prosegue il lavoro dei tecnici di Ibm e HP per risolvere l’inconveniente al software Ibm per ripristinare la piena funzionalità del software da loro sviluppato e sul quale poggia l’operatività dei 60.000 sportelli postali. Poste Italiane ricorda, infine, che ieri negli uffici postali sono state eseguite circa 7 milioni le operazioni postali e finanziarie eseguite oggi negli uffici postali.

Il Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha spiegato che con il nuovo software le Poste "sono nelle condizioni di dare un servizio migliore e più adeguato" agli utenti. Il Ministro, rispondendo al Question time alla Camera, ha detto che saranno messe in campo "adeguate misure di compensazione" per i disagi subiti dagli utenti delle Poste. Per il mancato rispetto del contratto di programma alle Poste potrebbe essere applicata una sanzione fino a un milione e mezzo. Romani si è detto consapevole che i disservizi degli ultimi giorni hanno provocato ai cittadini "gravi disagi". Il governo ha chiesto all’azienda di ripristinare la regolarità dei servizi. I disservizi sono stati causati da un guasto al sistema di software con 4.000 uffici che non hanno potuto completare le attività nonostante l’allungamento dei tempi di apertura.

 

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