POSTE. Liberalizzazione, Calabrò: “Agcom candidato naturale a regolamentazione”

L’Agcom si candida a diventare Autorità di regolamentazione del settore postale. Nel corso di un’audizione sul processo di liberalizzazione tenutasi oggi presso la Commissione IX Trasporti Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò ha argomentato che l’Agenzia nazionale di regolamentazione prevista non garantisce adeguata indipendenza e ha proposto l’Agcom come candidato alla regolamentazione dei servizi postali, anche in relazione a quanto accade negli altri paesi europei.

Secondo Calabrò, in relazione all’Agenzia nazionale "non si può fare a meno di rilevare come il soggetto designato alla regolazione della vigilanza del settore postale non risulti caratterizzato dal necessario requisito d’indipendenza. Manca l’indipendenza sostanziale richiesta dal diritto comunitario e sul piano formale manca l’indipendenza dalla proprietà prevista dalla Direttiva 2008/6/CE".

Per il presidente Agcom, invece, "in applicazione dei generali princìpi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, al fine di evitare la proliferazione di organismi di controllo, l’attribuzione delle funzioni regolatorie potrebbe essere disposta a favore di un’Autorità già esistente che sia in possesso delle caratteristiche necessarie. Il che significa che deve essere indipendente sia dal potere politico sia dai soggetti regolati e che deve possedere sviluppate competenze, di natura regolatoria, nei settori a rete. In questo senso si indirizzano la quasi totalità delle esperienze in Europa. Al riguardo si fa notare come nella quasi totalità dei Paesi europei (22 su 27), l’Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni presiede anche alla vigilanza dei servizi postali".

È quindi "di tutta evidenza che, anche sulla base delle scelte dei principali Paesi europei, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni appare il candidato naturale alla regolamentazione e alla vigilanza di tali servizi", afferma Calabrò, per il quale "l’attribuzione della competenza postale a questa Autorità sarebbe dunque in assoluta sinergia con le sue competenze e con la sua professionalità e vedrebbe l’Autorità in grado di esercitare questa competenza in tempi brevissimi".

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