POSTE. Liberalizzazione, parere del PD: Agenzia indipendente come richiesto dall’UE

In audizione alla Camera dei deputati sul processo di liberalizzazione del settore postale, il Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha evidenziato la necessità di avere un’Agenzia di regolazione indipendente. Attualmente, infatti, la regolamentazione del settore postale è attribuita al Ministero dello Sviluppo Economico e questa anomalia ha determinato l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia in sede europea.

Anche il PD è intervenuto sulla questione, ed ha preparato un parere da presentare al decreto di recepimento della direttiva servizi, alla IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni. Ribadendo il fatto che la struttura organizzativa e le funzioni affidate all’Agenzia denotano la mancanza di indipendenza, che è, invece, un requisito fondamentale per una effettiva liberalizzazione del settore, il PD teme che ci sia il concreto rischio di una condanna dall’Europa per inosservanza degli obblighi comunitari.

Secondo il PD "il regolatore deve essere individuato in una delle autorità di garanzia e regolamentazione esistenti, prevedendo le opportune integrazioni di competenze". Questa Autorità dovrebbe essere l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, visto anche che tale attribuzione non avrebbe oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento delle autorità gravanti sugli operatori del mercato.

Anche il Movimento Consumatori ritiene che sia importante, per tutelare al meglio i cittadini, che l’incarico di regolatore sia affidato all’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per evitare ulteriori oneri a carico dello Stato con la pianificazione di una nuova Autorità. "Un organismo di controllo anche per questo settore è necessario – afferma Lorenzo Miozzi, Presidente del Movimento Consumatori – ma è altresì necessario ottimizzare le risorse nella creazione di nuove autorità. Siamo convinti, quindi, che l’AGCOM possa svolgere nella maniera migliore questo ruolo con le dovute integrazioni".

Il Partito Democratico si esprime anche sul servizio universale, chiedendo che questo "si limiti esclusivamente a quei servizi essenziali che l’utente non sarebbe altrimenti in grado di acquistare a titolo individuale con particolare riferimento agli invii di corrispondenza in grandi quantità (bulk mail), agli invii di pubblicità diretta per corrispondenza e all’invio di pacchi postali".

Per quanto riguarda le tariffe delle prestazioni che rientrano nel servizio universale, devono essere "determinate dall’autorità di regolamentazione in coerenza con le linee guida approvate dal CIPE, tenuto conto dei costi del servizio e del recupero di efficienza anche l’introduzione di meccanismi legati a miglioramenti della qualità dei servizi e la previa consultazione delle Associazioni riconosciute di tutela dei consumatori e degli utenti". In materia di reclami il PD chiede di prevedere "il collegamento delle disposizioni previste con la Carta dei servizi, al fine di consentire che le relative procedure siano adottate con il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori".

In relazione all’esenzione IVA per i prodotti rientranti nella nozione di servizio universale, infine, si chiede al Governo di rivedere la normativa in materia finalizzata ad aumentare il grado di effettiva concorrenza sul mercato postale.

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