POSTE. Ritardi nelle consegne, HC pubblica lettera di utenti

Help Consumatori ha ricevuto una lettera firmata da 55 utenti di Poste Italiane che lamentano un ritardo nelle consegne di spedizioni internazionali. La pubblichiamo integralmente sperando in una risposta di Poste Italiane.

"Con la presente si vuole rendere noto ai diretti responsabili, alle principali agenzie di stampa e alle associazioni dei consumatori l’insostenibile situazione in cui versano moltissimi utenti del servizio postale, che hanno ricevuto pacchi e raccomandate da paesi extra-UE. Da diversi mesi i gateway postali internazionali, in particolare quello di Milano Roserio, trattengono corrispondenza senza specificarne esattamente il motivo.

Numerosi tentativi di contattare questo centro di smistamento si sono rivelati inutili: fax e raccomandate non hanno mai avuto risposta, recandosi di persona non è possibile incontrare nessun responsabile, mentre le informazioni fornite al numero 02-35638303, a cui si prende la linea con estrema difficoltà, se pur fornite con gentilezza (il più delle volte) si sono rivelate piuttosto vaghe e incoerenti tra loro. Si continua infatti ad addebitare i ritardi alle "dogane": tuttavia, l’agenzia delle dogane, interpellata numerose volte, ha sempre specificato con chiarezza (anche con un comunicato stampa ufficiale) che:

"Poste Italiane SpA, nelle spedizioni provenienti da Paesi extra-UE, fruisce di una procedura domiciliata, ad essa accordata, che le consente di effettuare gli adempimenti doganali direttamente presso i propri magazzini, senza cioè l’obbligo di presentare le merci in dogana e, pertanto, rimane responsabile del corretto svolgimento dell’operazione doganale. Il ruolo dell’Agenzia delle Dogane va ricondotto, semplicemente, nell’ambito della vigilanza sul corretto utilizzo dell’autorizzazione concessa e del relativo eventuale controllo autonomo sulle spedizioni, ma non può interferire sull’attività di organizzazione interna di Poste Italiane SpA. Pertanto, ribadendo che nessuna spedizione postale risulta in giacenza presso uffici doganali (bensì nelle strutture di smistamento di Poste Italiane SpA) si precisa che eventuali disguidi o ritardi nella consegna della merce sono da attribuire esclusivamente alla predetta Società che gestisce il servizio."

Talvolta il centro di Roserio ha anche risposto telefonicamente che la merce è stata bloccata perché illegale o contraffatta, o priva di adeguata documentazione necessaria allo sdoganamento. A tal riguardo si tiene a precisare come in moltissimi casi si tratta di merce perfettamente legale, acquistata all’estero perché difficilmente reperibile in Europa. Inoltre l’invio via fax di documentazione completa su contenuto e valore, inviata spontaneamente e mai richiesta da Roserio nei lunghi mesi di giacenza, non ha portato a nessun cambiamento.

Di fronte a questo atteggiamento di "scarica barile", gli utenti rimangono confusi e soprattutto incapaci di capire il motivo della loro attesa, soprattutto quando hanno notizia di corrispondenza molto più recente della loro che, con stessa provenienza, contenuto e smistata dallo stesso centro di Roserio, viene recapitata in tempi assai minori. La più grave colpa del servizio postale in questa vicenda è proprio la mancanza di trasparenza nel fornire informazioni, quella stessa trasparenza che la normativa italiana impone agli enti di servizio pubblico ma che in questo caso è gravemente disattesa. Poste Italiane dovrebbe garantire un servizio di monitoraggio straordinario a fronte di questo disservizio altrettanto straordinario.

Chiediamo dunque che ci venga fatto sapere al più presto per quale motivo i nostri pacchi e raccomandate sono trattenuti, se sono stati rispediti al mittente, distrutti, trafugati o più semplicemente dimenticati.

Il D.L. 261 del 22/07/1999 indica il servizio postale, anche trans-frontaliero, come servizio universale, e le persone addette ai servizi postali come incaricati di pubblico servizio. Dovrebbero dunque essere riconosciute particolari garanzie per assicurare un servizio efficiente e affidabile, e evitare che ritardi, disservizi e furti (che come sappiamo dalla cronaca si sono già troppo spesso verificati) accadano ancora. Garanzie oltretutto ribadite nel recente decreto sulle liberalizzazioni "Bersani", che riconosce un bonus in caso di mancata consegna o ritardo di invii postali.

Anche per questo motivo alcuni utenti, che attendono da svariati mesi, hanno recentemente avviato la procedura di messa in mora nei confronti del centro di smistamento, sotto consiglio delle associazioni dei consumatori. Qualora non riceveranno risposta nei tempi prescritti, sono pronti ad avviare un contenzioso giudiziario per vedere riconosciuti i loro diritti.

Nella speranza di ricevere informazioni sulla sorte della nostra corrispondenza, porgiamo distinti saluti,

I 55 firmatari della lettera

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