POSTE. UE avvia indagine formale su collocamento buoni fruttiferi

La Commissione europea ha reso noto che la remunerazione corrisposta da Cassa Depositi e Prestiti a Poste Italiane per il collocamento dei libretti di risparmio postale fra il 2000 e il 2005 non costituisce aiuto di Stato. Allo stesso tempo l’esecutivo Ue ha avviato un procedimento di indagine formale ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato nei confronti della remunerazione di Poste Italiane per il collocamento dei buoni fruttiferi postali.

Questa tipo di remunerazione, infatti, risulterebbe superiore al prezzo di mercato, ovvero a quella che avrebbe pagato un investitore privato e potrebbe pertanto configurare aiuto illegittimo. Una remunerazione più alta, infatti, rischia di conferire un vantaggio economico a Poste Italiane e falsare la concorrenza tra imprese e gli scambi nel mercato comune, in violazione delle disposizioni del trattato CE sugli aiuti di Stato.L’avvio di un’indagine approfondita offre alle parti interessate l’opportunità di presentare osservazioni sulla misura ma non pregiudica l’esito del procedimento.

 

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