PREVIDENZA. COVIP, accrescere la trasparenza. Consumatori: “Tutelare i cittadini”

La previdenza è un importante fattore di coesione sociale, ma è un meccanismo molto complesso perché opera in una prospettiva di lungo periodo. In un mercato di lavoro sempre più flessibile, la previdenza complementare diventa ancora più necessaria; questa ha bisogno di un andamento favorevole del sistema economico e finanziario e deve basarsi su fondi dotati di un’adeguata governance. Nel 2009 sono stati 5,1 milioni gli iscritti alle forme pensionistiche complementari.

E’ quanto sottolinea il Presidente della Covip, Antonio Finocchiaro, nella Relazione annuale della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ricordando che "l’Italia è uno dei paesi più longevi del mondo: secondo i dati della Commissione Europea, per una persona di 58 anni la vita residua media è di 24 anni, se uomo, di quasi 30 anni, se donna. Una tendenza destinata a protrarsi nel tempo: nel 2050 l’aspettativa di vita media è stimata dall’ISTAT in 84,5 anni per gli uomini e 89,5 anni per le donne".

Questa tendenza deve essere accompagnata da interventi di controllo, altrimenti il rapporto tra spesa pensionistica e Pil diventa insostenibile, soprattutto a fronte di una caduta del Prodotto interno lordo. Nel 2009, questo rapporto si è attestato al 14,9% e dovrebbe raggiungere il picco tra il 2035 e il 2040, per poi rientrare al di sotto del 14%.

Finocchiaro ha poi parlato della condizione dei giovani: "Per molti giovani 40 anni di contributi possono divenire una condizione irraggiungibile; senza certezza e continuità lavorative, con basse retribuzioni, talvolta demansionati e sottoinquadrati, essi non hanno risorse da accantonare per l’età anziana". A tal proposito spetta alle istituzioni e alle parti sociali individuare possibili soluzioni. In questo contesto si inserisce la previdenza complementare, che in Italia, non gode ancora di una diffusa conoscenza.

La COVIP partecipa, insieme ad altre Autorità di vigilanza, a un progetto comune per lo sviluppo e il rafforzamento delle conoscenze dei cittadini, inclusi i più giovani, in tema di finanza e previdenza. Un protocollo d’intesa è stato firmato alcuni giorni fa.

"L’esigenza di semplificare l’intero impianto – si legge nella Relazione – emerge con evidenza: ridurrebbe gli oneri amministrativi per gli operatori, accrescerebbe la trasparenza gestionale, offrirebbe certezze agli iscritti".

"La Relazione del Presidente della COVIP sull’attività dell’anno 2009 ha confermato considerazioni ed obiettivi posti da tempo da Federconsumatori e Adusbef: emerge che il mercato finanziario italiano è poco trasparente". Per quanto riguarda l’opportunità di "affiancare all’attività dei gestori finanziari un operatore finanziario, incaricato di tenere sotto controllo il rischio degli investimenti", le Associazioni dei consumatori si chiedono: "ma i gestori dei fondi pensione non sono già in grado di soppesare compiutamente i rischi di ciascun investimento? Se l’esigenza è avvertita da operatori non certo di primo pelo, quali sono le protezioni di cui gode il singolo cittadino?"

Federconsumatori e Adusbef denunciano che c’è ancora molto da fare ed è evidente che "i mercati se lasciati operare liberamente non sono in grado di autoregolarsi", come conferma la stessa relazione della COVIP. Le Associazioni continueranno a perseguire tenacemente l’obiettivo di tutelare i cittadini in una situazione che vede il singolo sempre come parte più debole nel rapporto contrattuale con le istituzioni bancarie, finanziarie ed assicurative.

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