PREVIDENZA. Commissione Ue, Tfr molto utile per sviluppo pensioni complementari e per atipici

BRUXELLES. La Commissione europea promuove la riforma del Trattamento di fine rapporto (Tfr) che partira’ il prossimo luglio perchè "potrebbe contribuire in modo significativo allo sviluppo della previdenza complementare". E’ quanto sostiene la Commissione europea nella parte sull’Italia nel rapporto annuale sulla protezione e l’inclusione sociale. Inoltre, per Bruxelles "la possibilità di accumulare diritti a pensione a partire da fondi diversi per poi avere un’unica pensione e l’aumento dei contributi pensionistici per i lavoratori autonomi e i lavoratori atipici, contenuti nella finanziaria 2007, dovrebbe comportare un miglioramento dei diritti pensionistici per i lavoratori atipici".

L’Italia fa progressi. ‘L’Italia – si legge nel rapporto della Commissione – sta facendo progressi nell’attuazione del suo Programma nazionale di riforme”. E al confronto dello scorso anno – spiega Bruxelles – tale programma ”mostra una strategia piu’ chiara, con obiettivi piu’ ambiziosi”. ”I progressi – prosegue la Commissione – sono piu’ estesi nel campo micro-economico. Mentre le strategie e le misure proposte nell’area macro sono generalmente appropriate, ma cruciale e’ la loro attuazione”.

Le priorità italiane. Bruxelles spiega che le maggiori sfide del programma nazionale di riforme dell’Italia sono: "la sostenibilità’ finanziaria, in cui gli impegni vanno tradotti in azioni efficaci; la competitività’ nei mercati dei beni e dei servizi, in cui un’attuazione rigorosa delle riforme proposte creerà’ le basi per il progresso futuro; l’aumento di occupazione regolare e di flessibilità’ e sicurezza nel mercato del lavoro ed un miglioramento della formazione".

Avanti con le riforme. L’esecutivo Ue inoltre raccomanda all’Italia "di perseguire l’attuazione delle riforme annunciate recentemente, e di progredire nella strategia di liberalizzazione volta ad aumentare la concorrenza nei mercati dei beni e dei servizi". Grazie alle riforme effettuate negli anni ’90, spiega la Commissione nel rapporto, e’ stato "creato un legame piu’ forte tra contributi e benefici, fornendo in questo modo incentivi appropriati ai nuovi entranti nel modo del lavoro a rimanervi più a lungo".
Dopo l’aumento delle pensioni minime nel 2002 le nuove misure introdotte nel 2004 "hanno rafforzato queste riforme e hanno incluso anche quelli che hanno ancora il diritto di andare in pensione presto secondo le vecchie regole". Sono proprio queste le misure che "non devono essere compromesse" dalle discussioni con le parti sociali previste nel 2007

Uomini e donne. La Commissione europea esorta l’Italia ad armonizzare l’età del pensionamento per uomini e donne perchè questo "significherebbe ridurre il divario fra i generi per quanto riguarda le prestazioni pensionistiche e favorirebbe un incremento del tasso occupazionale dei lavoratori più anziani".

 

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